grandenord1 copy(ASI) La Confederazione del Grande Nord ha avviato una raccolta firme, nelle maggiori città settentrionali del nostro paese, contro il reddito di cittadinanza. L’iniziativa è stata presentata, durante una conferenza stampa convocata oggi a Milano, dal presidente Roberto Bernardelli.

L’onorevole ha spiegato che il provvedimento, caro al Movimento Cinquestelle, è di sinistra e non piace al 46% dei cittadini. Ha evidenziato quindi che il 71% delle richieste, volte a beneficiare delle misure derivanti dalle nuove norme, provengono dal sud Italia, il 12% dal centro e solo il 17% dal nord (il 53% della popolazione di quell’area è contrario). Molte famiglie assumono inoltre l’assurda decisione, secondo numerosi sondaggi, di separarsi legalmente per poter ricevere i 780 euro previsti dalle norme preparate da palazzo Chigi. Il decreto della maggioranza, costituita dal Carroccio e dai grillini, non porterà, a parere del parlamentare, ad una crescita del Pil anche per la chiusura domenicale obbligatoria degli esercizi commerciali. Il deputato ha contestato, per tali motivi, il Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio, ponendo in luce la sua inesperienza rispetto al ruolo che ricopre, dal momento che ha svolto, come unica attività, l’assistente allo stadio San Paolo di Napoli. Ha rivolto poi le proprie critiche verso il governo, definito più volte “circo equestre” a causa delle profonde divergenze interne, senza dimenticare in particolare Matteo Salvini. Il fondatore del canale televisivo “Nord Channel Tv”, che inizierà le trasmissioni a breve, ha criticato il capo del Viminale per aver istituito il dicastero per il Sud e consentito l’inserimento, nell’intesa che ha dato vita all’esecutivo presieduto da Giuseppe Conte, del reddito di cittadinanza. Mentre quest’ultimo “era caldeggiato – ha ricordato l’imprenditore – da Maroni nel 2015, Salvini lo stesso giorno lo definiva, da Marsala, un’elemosina di Stato”. L’attuale segretario leghista è reo, a suo avviso, di aver abbandonato gli interessi del nord come le esigenze di autonomia di Lombardia e Veneto, “che rappresentano quasi tutto il Pil nazionale e che aspettano invano di riavere da Roma il residuo fiscale”, i soldi per la Flat Tax e per la previdenziale regionale che “è già in attivo senza Legge Fornero e Quota 100. Ha richiamato così l’importanza di rilanciare l’occupazione mediante la diminuzione delle tasse, la riduzione dei costi a carico delle imprese e la completa autonomia delle regioni settentrionali.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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