salvini333(ASI) - Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, si è incontrato alla Ogr di Torino, insieme ad altre undici associazioni che rappresentano artigiani, commercianti, cooperative, per lanciare un loro manifesto per lo sviluppo delle infrastrutture, a favore della linea ad alta velocità Torino-Lione.

Il vicepremier non ha digerito i colpi di Boccia e dei tremila imprenditori che a Torino hanno cercato di spronare il governo ad avere più attenzione per il settore industriale. ministro degli Interni adesso risponde colpo su colpo e va allo scontro: "Siamo qui da sei mesi, ascolterò e incontrerò tutti ma lasciateci lavorare. C’è qualcuno che è stato zitto per anni - aggiunge - quando gli italiani, gli imprenditori, gli artigiani venivano massacrati. Ci lasciassero lavorare e vedranno che l’Italia sarà molto meglio di come l’abbiamo ereditata. È una manovra seria, non dipende dallo zero virgola, ma dai contenuti, una manovra che ha degli investimenti che non ci sono mai stati negli anni precedenti. Il 2%? Questi sono numeri su cui si esercitano giornalisti e commissari europei, non noi, noi badiamo alla sostanza e a trovare risorse".

La tensione tra il vicepremier, l'Europa e adesso Confidnustria continua a salire. Già qualche giorno fa lo stesso Salvini aveva attaccato la confederazione degli industriali: "Alcuni come Confindustria non so quanto rappresentino gli imprenditori veri". Salvini ha poi cercato di tendere la mano al presidente di Confidustria, Vincenzo Boccia, affermando di essere disponibile per un caffè per spiegargli la manovra. La risposta del numero uno della confederazione degli industriali non si è fatta attendere: "Apprezziamo la disponibilità al dialogo, ma occorrono fatti sulla coerenza della manovra economica che abbiamo posto a Torino nell’interesse del Paese e di chi intenderebbe rappresentare anche il mondo dei produttori della nazione. Voglio solo segnalare che lunedì eravamo l’associazione che rappresenta tre milioni di imprese: penso che sia un campione cosiddetto statisticamente valido rispetto agli imprenditori che incontra il ministro, il cui numero credo sia sicuramente inferiore rispetto ai nostri. Se siamo qui significa che siamo a un punto quasi limite di pazienza”.

 

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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