(ASI) - Sui mercati si fanno sentire le incertezze e le tensioni riguardo alla manovra di bilancio, anche se gli investitori mostrano qualche timido segnale di apertura, come dimostra il dato dello spread che si restringe in area 290.

 

Sul Def il governo, nonostante le bocciature di Bankitalia e Upb, ha sottolineato la sua volontà di non modificare la legge di stabilità. Sia Di Maio che Salvini hanno ribadito l’intenzione di andare avanti mentre il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha dichiarato: “L’aumento dello spread desta certamente preoccupazione ma voglio ribadire che si tratta di una reazione eccessiva non giustificata dai fondamentali dell’economia e della finanza pubblica italiana”.
Il ministro ha confermato le previsioni di crescita per l’Italia contenute nella nota di aggiornamento al Def, a dispetto delle valutazioni dell’ufficio parlamentare di bilancio e ha diffuso anche i numeri della manovra che prevede interventi per 36,7 miliardi nel 2019. Le coperture saranno realizzate per 22 miliardi da maggior deficit, 6,9 miliardi di tagli di spesa e 8,1 miliardi di aumento delle entrate. Inoltre Tria ha fornito una tabella dalla quale si evince che queste due ultime voci ammontano ciascuna a 0,4 punti di Pil l’anno prossimo. Ma a fugare ogni dubbio sul momento di pesante criticità per l’Italia sono arrivati anche i dati dei tassi sui Bot. Il Tesoro ha assegnato tutti i sei miliardi di euro di Bot a un anno offerti in asta ma con tassi più che raddoppiati. Il rendimento medio è salito a 0,949% da 0,436% del collocamento di settembre. E questo significa che per riuscire a piazzare i titoli di Stato il ministero guidato da Tria ha dovuto offrire un rendimento molto più alto. Per trovarne uno più alto bisogna risalire a cinque anni fa quando, nell’asta del 10 ottobre 2013, si attestò allo 0,999%.

Nel suo intervento in parlamento, Tria ha spiegato che nel 2019 ci saranno 600 milioni a disposizione per la flat tax, operazione molto cara alla Lega Nord e promessa dal partito in campagna elettorale. La cifra, secondo quanto specificato da Tria, salirà nel 2020 a 1,8 milioni e a 2,3 milioni nel 2021. Ma sui numeri è subito arrivata una rettifica da parte di Matteo Salvini: “Sono di più, un miliardo e 700 milioni. La manovra è di circa 16 miliardi ma per le riduzioni fiscali ha un ammontare stimabile di circa 1,7 miliardi, lunedì arriva il decreto fiscale. I numeri saranno scritti e non mentono”. Poi la nota congiunta: “Nessun caos sulla flat tax. Vice premier e ministro dell’economia dicono la stessa cosa e le stesse cifre con una prospettiva diversa. Le risorse stanziate sono effettivamente quelle dette da Tria (nel 2019 600 milioni, per poi salire a 1,8 miliardi nel 2020 e a 2,3 miliardi nel 2021): in totale a regime per la flat tax ci sono effettivamente 1,7 miliardi di euro all’anno come sostiene Salvini. Nell’arco del triennio abbasseremo le tasse con una media annuale stimabile per 1,7 miliardi di euro”.

 

 

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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