patria copy copy(ASI) Roma - "E’ un’eredità pesante quella lasciata dal governo Renzi e dal PD che dopo quattro anni dimostra il fallimento clamoroso della dichiarazione dei redditi precompilata.".ha dichiarato il segretario romano del Movimento 'Patria' Roberto Fedel.

"In questi giorni l’Agenzia delle Entrate, con toni trionfalistici, ha rilevato come siano pervenute quasi 2,9 milioni di dichiarazioni precompilate tra modelli 730/2018 e Redditi Persone Fisiche (ex Unico) dimenticando il “piccolo” particolare che i contribuenti in Italia sono 38,5 milioni per un totale di oltre 20 milioni di dichiarazioni. C’è quindi poco da esaltarsi quando soltanto il 10% dei contribuenti ha 'sposato”'la dichiarazione dei redditi precompilata che, in vigore dal 2015 per volontà dell’ex presidente del Consiglio Renzi, è stata da quest’ultimo e dal suo governo spacciata all’Unione Europea come un’importante riforma e un’innovazione fiscale. L’Agenzia delle Entrate naturalmente omette l’aspetto delle inesattezze e delle omissioni molto frequenti nei dati riportati all’interno dei precompilati quasi sempre a danno dei contribuenti che, accettando il precompilato, hanno perduto rimborsi concernenti spese mediche, spese di ristrutturazione edilizia, assicurazioni, spese scolastiche, spese funebri ecc. Abbiamo potuto costatare personalmente" prosegue il segretario romano di 'Patria”', Roberto Fedeli  presso il nostro 'Sportello Sociale', dove offriamo assistenza ai cittadini in ambito sociale e fiscale, i numerosi errori a danno dei contribuenti e ci siamo resi conto dell’incapacità dell’Agenzia delle Entrate di offrire un servizio puntuale dopo ben quattro anni dall’entrata in vigore della “riforma” di renziana memoria. Infine non si può certo pretendere che tutti i contribuenti siano in possesso di un computer, di una stampante e di una connessione internet per poter consentire al Fisco di operare praticamente seduto dietro una scrivania. Il fatto che quasi 18 milioni di italiani si sono rivolti ai CAF per predisporre la propria dichiarazione dei redditi sta a significare che per attuare questa “innovazione” ci vorranno ancora parecchi anni. A questo punto vorremmo sapere dall’Agenzia delle Entrate se la predisposizione dei precompilati ha un costo per le casse dello Stato, nel qual caso sarebbe un vero e proprio danno Erariale…".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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