(ASI) Umbria - "Apprendiamo in un articolo pubblicato su Umbria24 lo scorso 14 giugno che è stata presentata addirittura una interrogazione parlamentare per contestare il trasferimento ad altra mansione della direttrice della biblioteca comunale della città di Todi.

E' singolare come delle 22 persone che dovranno sottostare alla rotazione dell'incarico richiesta dall'amministrazione, solo un caso ha meritato l'interessamento del parlamentare Riccardo Masi, ma si sa, i Radicali Italiani, si spendono per difendere i diritti dell'individuo, mai per difendere il popolo che è ricattato dalle aziende e da un iniquo mercato del lavoro (recentemente la Nestlè ha ridimensionato i 364 esuberi annunciati, prepensionando e ricollocando a modo suo 146 operatori con una rinegoziazione al ribasso del già debole contratto, necessariamente part-time ed a termine), o per sostenere i genitori che devono proteggere i propri figli dalla "schifezza" presente anche in certi sussidi e libri per bambini e che qualche dirigente comunale ha deciso di contrastare.
Nell'articolo già richiamato, per ben tre volte si cita una non definita "comunità scientifica che approva"; a parte la concreta credibilità di certe citazioni, che non trovano conferme in altrettanti studi scientifici che invece ne segnalano la pericolosità nella formazione dei più piccoli (che per altro non dovremmo confondere per capricci perversi degli adulti) noi del PdF preferiamo una rigida prudenza quando è in gioco l'educazione non solo dei nostri figli, ma dei bambini in generale. Il Comune di Todi in questa occasione e una parte consistente della nostra società, condivide ampiamente la scelta di vigilare su che cosa i bambini leggono e possono leggere. L’educazione spetta alle famiglie e non da chi arbitrariamente vorrebbe sostituirsi ad esse. Il Popolo della Famiglia vigilerà sempre affinché i diritti dei più deboli non siano schiacciati". E' quanto dichiarato in una nota dall'Ufficio stampa del Popolo della Famiglia - Umbria.

 

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