legam5s(ASI) Roma- A 71 giorni dal voto del 4 marzo il governo ancora non c'è. Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono pronti ad affrontare una settimana di lavoro intenso per trovare un accordo e formare il nuovo esecutivo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricevuto il 14 maggio al Quirinale i leader di Lega e Movimento 5 Stelle, sa che ormai una maggioranza giallo-verde è l'unica strada percorribile che impedisca di andare alle elezioni anticipate. Tutte le alternative sono ormai escluse.

«No a un governo neutrale. Non gli daremo mai la fiducia, preferiamo il voto a luglio», ha scritto Di Maio in un tweet. «Saremo qui fino all'ultimo per dare un futuro all'Italia, ma ci vuole anche fortuna», Salvini sulla sua pagina Facebook. Fino a massimo lunedì 21 maggio le delegazioni dei due partiti dovranno mettersi d'accordo sui punti per quali convergere. Nessuno si oppone al fatto che il governo debba essere forte e poter camminare sulle proprie gambe senza incertezze lungo il percorso. L'obiettivo sarebbe quello di un patto forte, che possa idealmente arrivare anche al 2023, alla fine della legislatura.

Per raggiungere lo scopo sarà consultata la base dei due partiti. Sul web per il M5s, nei gazebo per la Lega. Salvini vuole prestare fede al proprio mandato, «altrimenti tanto vale tornare alle urne». Fra le "conditiones sine quibus non", scritti in un foglietto dal quale leggeva gli appunti durante l'ultima conferenza stampa al Quirinale, rimangono in primo piano la volontà di cambiare la Legge Fornero, la flat tax, la garanzia che l'Iva e le accise non crescano, una regolamentazione dell'immigrazione e nuove norme sulla legittima difesa. Dall'altra parte, il M5s preferisce concentrarsi sui i nomi e sulla squadra di governo che possa piacere sia alla Lega, sia al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, appena riabilitato nella possibilità di candidarsi alle elezioni.

Ciò che preoccupa maggiormente Mattarella sono però i rapporti di un governo Lega-M5s con l'Unione europea e con le manovre economiche che garantiscano stabilità al Paese. La Commissione europea si è espressa attraverso il vice presidente Valdis Dombrovskis e il commissario per le immigrazioni e gli Affari interni Dimitris Avramopoulos: «Chiediamo rispetto per gli impegni presi con la Comunità europea, l'Italia fino a questo momento si è comportata molto bene anche nella gestione dei flussi migratori».
Il cambiamento è però proprio il biglietto da visita di un governo che Salvini e Di Maio tenteranno di mettere in piedi fino all'ultimo, almeno fino a lunedì 21 maggio. Se il M5s è più ottimista, dalla Lega frenano. L'intesa non sembra così vicina e i sondaggi positivi tentano i due leader. Potrebbero preferire anche le urne.

Fra i nomi del potenziale premier "terzo" che piaccia anche a Forza Italia, ma che sia politico, spiccano quelli del giurista Giuseppe Conte e del docente universitario Giulio Sapelli. In alternativa, il rettore dell'università Statale Gianluca Vago e Giulio Tremonti, già politico di vecchia data nella Lega e ministro con Berlusconi. Per il totoministri, Giulia Bongiorno (Lega) alla Giustizia, Danilo Toninelli, capogruppo al Senato M5s, alle riforme, Vincenzo Spadafora ai Rapporti con il Parlamento e Stefano Candiani alle Politiche agricole, ma sono tutti nomi ipotetici sui quali le delegazioni del "nuovo governo" stanno riflettendo.

Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia      

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