(ASI) Strasburgo - “Il Ministro Maurizio Martina è assente in consiglio europeo quando avrebbe dovuto opporsi alla ulteriore proposta di riduzione del 3% della quota di pesca per il pesce spada per l’Italia, fissata attualmente a 3.736 tonnellate, in virtù di un piano pluriennale di ricostituzione dello stock già fissato lo scorso anno.                                                                           

Ci risiamo, quote pesce spada svendute dall’Ue a Marocco e Tunisia a livello mondiale (iccat) e a livello europeo, fanno soccombere l’Italia alle pressioni degli interessi spagnoli”.L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao denuncia l’assenza del ministro alle politiche agricole Maurizio Martina e del sottosegretario Castiglione alla riunione del Consiglio dei ministri europeo chiamato ad esprimersi oggi, sulle possibilità di pesca delle flotte comunitarie nel 2018, tra cui le quote per il pesce spada, introdotte per la prima volta lo scorso anno. Questo gli ha impedito di opporsi alla proposta del Consiglio europeo. “Evidentemente - spiega Corrao - questi Paesi sono più capaci di difendere gli interessi dei loro pescatori, sempre ottimamente rappresentati in tutti i tavoli mondiali ed europei in cui si decide di pesca e mare. La decisione di penalizzare la pesca del pesce spada italiano a favore di un aumento delle quote marocchine e tunisine, potrebbe far pensare ai più maligni ad una sorta di baratto tra l'Ue e i paesi del nord Africa tra affari e gestione delle frontiere per i flussi dei migranti. Morale, siamo sempre noi italiani a dover essere magnanimi con i nostri vicini del mediterraneo, ricordate la storia dell'olio tunisino? Siamo alle solite, con la complicità del governo italiano, ci stanno riducendo ad un mera infrastruttura a servizio degli interessi industriali della Germania, di quelli agroalimentari della Francia e degli interessi della pesca industriale spagnola. Stiamo soccombendo su tutti i fronti. Fra una decina di giorni ci sarà poco da festeggiare per migliaia di famiglie di pescatori che per centinaia di anni hanno portato avanti sostenibilmente, grazie a tecniche artigianali e non di grande scala, la cultura della pesca del pesce spada. Per loro nessun ministro, governo o coalizione di maggioranza sono riusciti a difendere la tradizione, il mestiere, l'identità marinara italiana. Per queste ragioni - insiste Corrao - avremmo voluto chiedere al ministro Martina di opporsi duramente e votare contro la proposta del Consiglio europeo, una richiesta impossibile dato che alle 17.50 di martedì 12 dicembre 2017 era ancora assente. Una scelta non impavida se consideriamo che sarebbe perfettamente in linea con il ricorso alla Corte di giustizia Ue che il Governo italiano ha presentato nei mesi scorsi per impugnare il quantitativo assegnato al nostro paese nel 2017 e che con il nuovo anno vedrà ridursi ulteriormente. Una volta presa la decisione ci troveremo a mendicare una ridistribuzione delle quote, nel frattempo le quote che saranno stabilite faranno aumentare il prezzo del pesce spada, come osservato con il tonno rosso, ma ad approfittarne non saranno di certo i nostri pescatori”, conclude la nota di Ignazio Corrao

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