laffranco 2(ASI) “Sosterremo le proposte emendative alla legge di bilancio predisposte da Confartigianato, concernenti varie materie di interesse per le imprese del settore, che è decisivo per la ripresa economica nazionale e che necessita di grande sostegno anche alla luce delle insufficienze delle politiche del governo in materia". Lo afferma, in una nota, il deputato umbro di Forza Italia Pietro Laffranco, membro della Commissione Finanze di Montecitorio.

Irpef, Irap ed Imu

"Le proposte emendative - spiega il deputato azzurro - coprono un ampio spettro delle criticità che incontrano le imprese. Alcune sono finalizzate a ridurre la pressione fiscale: dalla disciplina delle perdite nella determinazione del reddito di impresa che consentirebbe il riporto delle perdite dei soggetti Irpef (ditte individuali e società di persone) uniformandola a quella delle società di capitali e garantendo, al contempo, la possibilità di un concreto utilizzo del regime di cassa all’aumento della franchigia Irap da 13.000 a 15.000 euro, sino deducibilità dell'Imu per gli immobili strumentali dall'attuale 20% al 40% per arrivare alla piena deducibilità in 3 anni. Altre proposte - conclude - concernono la possibilità di rendere il credito di imposta in formazione 4.0 introdotto dalla manovra facilmente utilizzabile anche dalle micro e piccole imprese, consentendone l'applicazione automatica (senza subordinazione ai contratti collettivi territoriali o aziendali) e la fruibilità anche da parte degli imprenditori titolari di micro imprese (fino a 9 dipendenti), la proroga del doppio regime (cartaceo e telematico) per il SISTRI ed il rinvio dell'applicazione delle sanzioni.

Una cedolare secca

Il deputato Umbro ha poi spiegato la sua posizione in materia di tasse e di pressione fiscale proponendo la cosiddetta cedolare secca per il rilancio sia del risparmio e del settore immobiliare, che degli stessi centri urbani e delle periferie.

"Il commercio e l'artigianato” – ha dichiarato l’On. Laffranco- “ costituiscono due preziose risorse del nostro Paese che vengono garantite dalla proprietà diffusa, vale a dire da tanti piccoli risparmiatori che hanno investito i frutti del loro lavoro nell'acquisto di locali commerciali da dare in locazione. Da alcuni anni la redditività di tali beni e' del tutto inesistente e, nelle strade delle città, aumentano i locali vuoti. L'abbandono dei locali porta, sovente, a una maggiore insicurezza ed al degrado dei luoghi. La riduzione dell'imposizione sui locali commerciali potrebbe incentivare la loro locazione, contribuire a vivacizzare l'economia locale e, al contempo, aumentare la sicurezza dei cittadini. Per questo abbiamo presentato un emendamento alla legge di bilancio per introdurre, in via sperimentale, una misura volta ad agevolare la riqualificazione delle città, attraverso l'incentivazione all'apertura di nuove attività economiche che si insedino in locali ad uso diverso dall'abitativo, appartenenti alla categoria catastale C/1 (negozi e botteghe), in pratica” - prosegue in deputato forzista umbro –“ una cedolare secca per i redditi derivanti da nuovi contratti di locazione dei locali sopra citati. Dal "Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all'evasione fiscale e contributiva", allegato alla nota di aggiornamento del Def, si evince che, a partire dall'introduzione della cedolare secca sugli affitti abitativi, il tax gap del comparto - vale a dire il divario fra il gettito teorico e gettito effettivo - e' diminuito del 42% (si e' passati da 2,3 a 1,3 miliardi di euro).
Cio' testimonia - conclude il parlamentare di FI - il successo della cedolare secca per le locazioni abitative, che ha portato ad una considerevole emersione di gettito e che potrebbe essere replicato anche per le locazioni commerciali".

Alexandru Rares Cenusa – Agenzia Stampa Italia

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