(ASI) Nonostante gli screzi diplomatici degli ultimi mesi e la rinnovata tensione in merito al progetto relativo al nucleare a scopo civile, le autorità di Teheran sono pronte e mettersi al tavolo delle trattative con quelle statunitensi, a patto però che Washington tolga le sanzioni economiche.

 

Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica islamica Hassan Rohani che ha spiegato: “La pace con l’Iran sarà la madre di tutte le paci, mentre la guerra con l’Iran sarà la madre di tutte le guerre”.

Ieri il portavoce dell’Organizzazione per l’energia atomica iraniana (Aeoi), Behrouz Kamalvandi, ha dichiarato che l’Iran darà il via alla terza fase di ridimensionamento dei suoi impegni nell’ambito dell’accordo sul nucleare del 2015 nel giro di un mese” se i firmatari europei continueranno a non rispettare i loro obblighi. Kamalvandi ha affermato in una conferenza stampa che la riduzione degli impegni nucleari dell'Iran prevede il superamento del limite di 130 tonnellate per la produzione di acqua pesante e del limite di 300 chilogrammi di scorte di uranio arricchito.

Nonostante gli attacchi verbali degli ultimi mesi e nonostante l’abbandono dell’accordo sul nucleare siglato nel 2015 Trump continua ad avere un atteggiamento ambiguo sapendo che un attacco contro l’Iran non solo trasformerebbe il Medio Oriente in una polveriera ma metterebbe a rischio anche Israele. Consapevole di ciò Rohani continua a tenere la barra dritta tutelando gli interessi di Teheran.

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

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