(ASI) Sindacati e associazione sociali hanno infatti inscenato proteste con pentole offrendo polenta, protesta del polentazo nazionale, ai più bisognosi contro l’aumento dei prodotti agricoli causato dalle politiche economiche del governo.

 

Gli aumenti sono scattati in seguito alla dichiarazione di emergenza alimentare.

“La polenta -hanno detto i manifestanti - è il cibo che siamo ridotti a consumare in un contesto di inflazione, aggiustamento e licenziamenti”.

Le manifestazioni si sono svolte in contemporanea in 17 provincie ed hanno visto le diverse organizzazioni sociali agitare pentole e distribuire polenta e bloccando il traffico su numerose strade.

I manifestanti, al grido di “la fame non è una scelta” hanno chiesto al governo misure per contenere la disoccupazione, l’aumento dei salari e prezzo in linea con gli stipendi per contenere un’inflazione che ha visto aumenti del 50% nell’ultimo anno.

Nuove proteste sono già state indette per i prossimi giorni con “piatti vuoti” per continuare a denunciare “la fame in Argentina” con annunciato da Silvia Saravia, coordinatore nazionale di Barrios de Pie-Libres.

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

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