(ASI) La base militare americana Balad, a nord di Baghdad, è stata attaccata questa sera da 3 proiettili di mortaio. L’azione ha generato un incendio che è stato estinto rapidamente. La struttura ospita, da tempo, personale del Pentagono che era presente al suo interno nel momento delle deflagrazioni.

 Alcuni razzi Katyusha hanno raggiunto inoltre quasi contemporaneamente un edificio, situato di fronte all’ambasciata di Washington, sempre nella capitale irachena. I media locali hanno diffuso queste notizie, precisando che non ci sono state vittime in entrambi i casi. La paternità di episodi simili sono stati attribuiti, in passato dalla Casa Bianca, all’Iran e quanto è accaduto, nelle ultime ore, potrebbe aumentare la già altissima tensione tra Teheran e l’amministrazione di Donald Trump. Il tycoon ha accusato ieri il paese degli Ayatollah di aver colpito due petroliere nel Golfo dell’Oman, ma il diretto interessato ha ammesso la propria estraneità. Il dipartimento di Stato Usa ha minacciato conseguenze economiche e diplomatiche, nei confronti del governo dei Pasdaran, pur non escludendo un possibile intervento bellico. Russia e Cina non concordano con quanto sostenuto dalle autorità d’oltreoceano, invitando tutti ad attuare un’indagine internazionale sull’accaduto. Le conseguenze di tale retorica aggressiva ha generato un incremento, molto forte, dei prezzi del petrolio a causa di un possibile conflitto che potrebbe coinvolgere l’intero Medioriente e le grandi potenze mondiali.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia