Hassan Rouani 2017 portrait

(ASI) Mike Pompeo ha accusato formalmente l’Iran di aver compiuto l’attacco odierno alle due petroliere, nel Golfo dell’Oman, “per colpire gli alleati degli Stati Uniti”.

Il segretario di Stato Usa ha specificato così, in una conferenza stampa tenuta a Washington poco dopo le 14 (ora locale), che tutto ciò rientra in una campagna, organizzata dal governo di Teheran, volta “ad aumentare le tensioni e a creare instabilità nella regione”. Il rappresentante della Casa Bianca ha assicurato che la risposta, a tali provocazioni che minacciano la libertà di navigazione e la sicurezza internazionale, sarà “economica e diplomatica”, escludendo dunque una ipotetica azione militare. E’ stata convocata, intanto per le prossime ore a New York, una riunione d’emergenza a porte chiuse del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite richiesta da Washington. Il paese degli Ayatollah ha respinto, nel frattempo, le accuse mediante il suo ministro degli Esteri. “I riferiti attacchi ai cargo legati al Giappone – ha scritto infatti su Twitter Javad Zarif - sono avvenuti mentre il premier Shinzo Abe sta incontrando il leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, per colloqui approfonditi e amichevoli. Dire che è sospetto, non è abbastanza per descrivere ciò che probabilmente è successo questa mattina. Il Forum di dialogo regionale proposto dall'Iran è imperativo”. La presa di posizione è stata condivisa anche dall’alleata Russia: “Nessuno ha informazioni sulle cause di questi incidenti e cosa ci sia dietro – ha comunicato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov – e quindi non si possono trarre conclusioni avventate”.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia