(ASI) Si aggrava la situazione in Libia, tanto da spingere l’Onu ad annullare la conferenza, prevista dal 14 al 16 aprile a Ghadames, che avrebbe dovuto indicare le tappe in vista delle prossime elezioni politiche.

La notizia è stata riferita, in serata con una nota, dall’inviato speciale delle Nazioni Unite nel paese dilaniato dal sanguinoso conflitto. “Non possiamo chiedere di prendere parte” all’appuntamento “durante gli scontri a fuoco e gli attacchi aerei”, ha ammesso così Ghassan Salamè, auspicando la realizzazione dell’incontro “il prima possibile”. Le ostilità tra le truppe del generale Kalifa Hasftar e del premier Fayez al – Serraj hanno causato, negli ultimi tre giorni secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, 47 morti e 181 feriti. Le notizie dai campi di battaglia informano pure che 34 milizie della Cirenaica si sono arrese all’esercito di Tripoli, un altro scalo della capitale è stato colpito da un raid aereo e quello di Mitiga, anch’esso danneggiato da un pesante attacco dei giorni scorsi, riaperto parzialmente. E’ entrato in guerra, nel frattempo, anche il sedicente Stato Islamico che ha avviato operazioni belliche, nel villaggio di Fuqaha, nel distretto di Giofra situato nella Libia centrale. Sono state incendiate qui diverse abitazioni e uccise 2 persone, tra cui il presidente del Consiglio locale. La cronaca registra in aggiunta, però purtroppo, il rapimento del capo delle guardie municipali.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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