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(ASI) Migliaia di persone sarebbero da ieri, secondo alcune fonti, senza acqua potabile in alcune zone della regione del Donbass.

Le ragioni non sono note, ma tutto ciò delinea quanto la situazione sia tesa nell’area. Le divergenze esistenti emergono anche dalle affermazioni del ministro degli Esteri russo che ha accusato l’Ucraina di voler attuare una provocazione in Crimea, evidenziando inoltre che 19 mila uomini del presidente Petro Poroshenko sarebbero stati dislocati al confine. Sergej Lavrov ha rassicurato che il proprio paese non inizierà alcun conflitto, a meno che non venga costretto da atti sconsiderati della controparte (supervisionati dagli istruttori britannici e americani già in loco) che in tale caso, secondo il ministero della Difesa, “finirà di esistere”. Kiev continua a respingere al mittente tali supposizioni, sostenendo che le aggressioni giungeranno da Vladimir Putin. L’Assemblea delle Nazioni Unite ha adottato, con 66 voti a favore, 19 contrari e 40 astenuti, una risoluzione non vincolante che condanna la crescente presenza militare dello zar nel mare d’Azov, invitandolo a ritirare i propri soldati dalla Crimea. Gli Stati Uniti hanno fatto sapere, intanto, che potrebbero annunciare la decisione di fornire nuove armi all’Ucraina per difendersi dai russi. Lo ha affermato, nelle ultime ore, il dipartimento di Stato di Washington.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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