135306131 14614534388121n(ASI) Dopo il vertice ASEAN di Singapore e quello APEC di Port Moresby, in Papua Nuova Guinea, focalizzati sulla regione Asia-Pacifico, il presidente cinese Xi Jinping è pronto a volare verso l'Europa per raggiungere la Spagna, dove, tra domani ed il 29 novembre prossimo, incontrerà il re Filippo VI, il primo ministro Pedro Sanchez ed i presidenti di Camera, Ana Pastor Julian, e Senato, Pio Garcia Escudero. Stando a quanto dichiarato sabato scorso in conferenza stampa dal viceministro degli Esteri Wang Chao, per i due Paesi sarà l'occasione per presentare una dichiarazione congiunta e siglare documenti in materia di cooperazione nei Paesi terzi, commercio di servizi, fiscalità, cultura, scienza e tecnologia, e finanza.

Dal 30 novembre al 1° dicembre, Xi prenderà parte al summit dei leader del G20 di Buenos Aires, in Argentina, dove si fermerà anche il giorno successivo per una visita di Stato e i relativi colloqui col presidente Mauricio Macri, finalizzati alla facilitazione delle relazioni bilaterali, durante i quali le due parti firmeranno un piano d'azione congiunto a scadenza quinquennale e alcuni protocolli di cooperazione in tema di economia e commercio, finanza e pubblica sicurezza, oltre a dare uno sguardo alla situazione internazionale e regionale.

Il 3 dicembre sarà invece la volta di Panama, dove Xi Jinping incontrerà il presidente Juan Carlos Varela. La repubblica centramericana è uno degli ultimi Stati, in ordine di tempo, ad aver riconosciuto la Repubblica Popolare Cinese. La decisione panamense di rompere i rapporti con Taiwan è arrivata soltanto nel giugno 2017 ma ha contribuito a consolidare un trend significativo. Con la Repubblica Dominicana ed El Salvador, infatti, sono già tre i Paesi della regione ad essersi adeguati, nel corso degli ultimi tre anni, alla Risoluzione ONU 2758 del 25 ottobre 1971, quella, cioè, che sancisce l'esistenza di una sola Cina.

C'è insomma tanto tempo perso da recuperare ma Pechino ha già in mente una serie di investimenti infrastrutturali per un ammontare che, secondo il quotidiano panamense El Capital Financiero, supererebbe i 2,58 miliardi di dollari, in un Paese altamente strategico per la sua posizione a cavallo tra Oceano Pacifico e Oceano Atlantico, collegati direttamente dal celebre canale locale inaugurato nel 1920.

L'altro viceministro degli Esteri Qin Gang, citato da Xinhua, ha precisato che la visita di Xi Jinping a Panama è «finalizzata a rafforzare la comprensione reciproca fra i due popoli e a velocizzare la cooperazione dal mutuo vantaggio per consolidare le fondamenta di uno sviluppo a lungo termine delle relazioni bilaterali». Ha inoltre osservato come «durante l'anno e mezzo a partire dall'avvio delle relazioni diplomatiche, i due Paesi hanno visto la cooperazione produrre risultati nei campi del commercio, degli investimenti, delle questioni marittime, della finanza, delle infrastrutture e delle risorse umane». In questo caso è prevista la firma di alcuni protocolli di cooperazione in tema di e-commerce, commercio di servizi, infrastrutture, esposizioni economiche e commerciali, trasporto marittimo, accesso al credito, controllo sulla qualità, cultura e formazione.

Conclusa la visita a Panama, l'aereo presidenziale di Xi Jinping non decollerà con la punta rivolta verso il Pacifico ma tirerà dritto sopra l'Atlantico per tornare in terra iberica, stavolta in Portogallo, dove il leader cinese soggiornerà fra il 4 e il 5 dicembre per incontrare il suo omologo lusitano Marcelo Rebelo de Sousa, il presidente del Parlamento Eduardo Ferro Rodrigues ed il primo ministro Antonio Costa. Il viceministro Wang ha annunciato che a Lisbona le due parti presenteranno una dichiarazione congiunta e firmeranno accordi per il rafforzamento della cooperazione in ambiti quali infrastrutture, cultura, formazione, scienza e tecnologia, risparmio idrico, controllo sulla qualità, energia e finanza.

Evidentemente, sarà tuttavia l'appuntamento del G20 a catalizzare l'attenzione della stampa cinese ed internazionale, che attende ormai le riflessioni e le parole di Xi Jinping ad ogni vertice internazionale di rilievo. Il discorso che il leader del Paese asiatico terrà al summit di Buenos Aires sarà senz'altro uno dei più importanti dell'anno. Xi presenterà la posizione cinese sulle principali questioni globali in discussione al G20, quali il commercio e gli investimenti, l'economia digitale, lo sviluppo sostenibile, le infrastrutture ed i cambiamenti climatici.

Una delle grandi conquiste del mandato di Xi è senz'altro quella di aver reso il parere della Cina decisivo a tutti i livelli della politica mondiale. L'elezione di Trump ha semmai soltanto accelerato un processo, già in atto da tempo, di trasformazione nella percezione dell'opinione pubblica mondiale. Scomparso l'effetto Obama, incrinato dagli esiti delle cosiddette "primavere arabe", e messo fortemente in crisi il carisma, invero piuttosto artificiale, di Emmanuel Macron, gli Stati Uniti e la Francia, protagonisti della politica internazionale del Novecento, sembrano non godere più della stessa credibilità internazionale di un tempo e, sebbene tra mille difficoltà di comprensione e alcuni pregiudizi che ancora faticano a sparire, la Cina ha ormai assunto un ruolo di leadership su numerosi temi dell'agenda globale, dal commercio all'ambiente, dalla cooperazione allo sviluppo sino alla lotta alla povertà, passando per la digitalizzazione e l'efficientamento energetico.

 

Andrea Fais - Agenzia Stampa Italia

 

 

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