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(ASI) Ennesima svolta, della politica estera d’oltreoceano in Medioriente, dopo la storica decisione di spostare l’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme.

Gli Stati Uniti hanno manifestato la propria contrarietà, ieri sera per la prima volta, nei confronti della risoluzione annuale delle Nazioni Unite che condanna l’occupazione israeliana, al confine con la Siria, sulle Alture del Golan. Donald Trump ha abbandonato così la tradizionale astensione americana dal voto, ma il provvedimento non è vincolante in quanto è stato adottato dall’Assemblea generale dell’Onu. Quest’ultima si è espressa con 151 voti a favore e solo due contrari, quelli di Washington e di Tel Aviv, mentre altri 14 paesi hanno evitato di prendere posizione. L’ambasciatrice della Casa Bianca, al Palazzo di Vetro di New York Nikki Haley, ha definito il testo varato “inutile” e sbilanciato verso il governo ebraico. La rappresentante del tycoon ha invitato quindi la comunità internazionale a concentrare la propria attenzione sui pericoli generati, a livello regionale e mondiale, dall’Iran e dal leader Bashar al - Assad. Le atrocità che continua a compiere Damasco provano infatti “come il regime siriano sia inadatto” a rimanere in carica, ha dichiarato la diplomatica.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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