(ASI) E’ durato circa 7 ore il gabinetto di sicurezza israeliano, riunito martedì, per valutare la situazione a Gaza.

I componenti hanno votato, all’unanimità, la proposta di pace dell’Egitto e dell’Onu volta a fermare le ostilità iniziate domenica sera. Le fazioni palestinesi hanno effettuato la medesima scelta, esultando per la vittoria, sui social network, nei confronti del nemico sionista. Molti cittadini dello Stato ebraico sono scesi inspiegabilmente, nelle strade di Sderot poche ore dopo, per manifestare contro l’iniziativa positiva varata dalle autorità. Anche numerosi palestinesi hanno indetto, nella Striscia, un corteo per sostenere le medesime rivendicazioni. Tutti sembrano amare quindi la guerra, ben al di là di ogni sana ragione umana. Lo stop ai raid, dei jet con la Stella di David, ha causato persino un vero e proprio terremoto politico che ha coinvolto Il ministro della Difesa di Tel Aviv. Avigdor Liberman ha rassegnato, così a sorpresa, le proprie dimissioni poiché “il governo si è arreso al terrorismo”. La tensione rimane intanto altissima nell’area. L’esercito israeliano ha ucciso oggi un pescatore, proveniente dalla zona controllata da Hamas, a Zikim Beach. L’organizzazione ha accusato l’esercito di Benjamin Netanyahu di “flagrante violazione del cessate il fuoco”, ma la controparte ha replicato sostenendo che l’uomo ha ammesso, prima di essere eliminato, di aver tentato di infiltrarsi in quella zona. Momenti di paura anche a Gerusalemme. Una persona è rimasta gravemente ferita dopo aver accoltellato due agenti della polizia locale.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia