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(ASI) Sono già 30 milioni le persone andate alle urne per eleggere i nuovi membri del Congresso.

E’ certamente una vera e propria cifra da record rispetto, ai 22 milioni di partecipanti, all’ appuntamento elettorale più recente di medio termine. I cittadini sono chiamati a esprimersi, in queste ore, sul rinnovo di 435 seggi della camera e un terzo di quelli del senato di Washington. Tutto ciò ha il sapore soprattutto però di un vero e proprio referendum, nei confronti della politica di Donald Trump, a due anni dall’inizio della presidenza. “L’America è di nuovo rispettata in tutto il mondo. I tempi in cui si approfittavano di noi sono finiti”, ha dichiarato il leader d’oltreoceano, sicuro di sé, al termine dell’ultimo comizio elettorale a Fort Wayne in Indiana. Il Comandante in capo ha messo in guardia dunque i propri connazionali a non lasciarsi convincere dalle durissime critiche rivoltegli recentemente dal suo predecessore Barack Obama. I sondaggi riferiscono intanto che, grazie alla discesa in campo di quest’ultimo, i democratici dovrebbero espugnare i repubblicani che detengono attualmente la maggioranza alla Camera. Il partito del leader della Casa Bianca potrebbe mantenere, in base ai dati ipotetici circolati nelle ultime ore, invece il controllo del Senato, lasciando invariata così la situazione attuale in tale ramo del parlamento. Queste proiezioni però, come dimostrato in occasione dell’arrivo del tycoon nella Sala Ovale, potrebbero rivelarsi anche errate. Lo spettro dell’incertezza dell’esito finale si associa a quello di possibili attacchi informatici che potrebbero influenzare le scelte. Facebook ha comunicato di aver bloccato 30 profili della sua piattaforma e 85 di quella di Instagram, in quanto sospettati di essere coinvolti in possibili ingerenze. La società di Mark Zuckerberg ha specificato la probabile presenza, dietro tali attività, di entità straniere. Lo scandalo Russiagate torna quindi a preoccupare il numero uno, a Stelle e Strisce, che potrebbe ricevere secondo gli esperti, in caso di una maggioranza non più così forte, persino la messa in stato d’accusa per aver mentito, ai giudici, in merito a ipotetici aiuti di Mosca. Vladimir Putin l’ avrebbe sostenuto illegittimamente, nel 2016, effettuando la propaganda che lo ha portato a diventare l’uomo più importante al mondo.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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