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(ASI) “Abbiamo deciso che gli attacchi informatici possono rientrare nel quinto articolo della difesa collettiva”.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha annunciato così, ieri a Bruxelles, l’intenzione dell’Alleanza di istituire un sistema per tutelare, se stessa e i singoli membri, da queste minacce. Il punto numero 5, applicato per la prima volta dopo le stragi dell’11 settembre 2001 avvenute negli Stati Uniti, del documento del Patto Atlantico prevede l’obbligo di assistenza dei partner nei confronti del paese, dopo un’esplicita richiesta di sostegno da parte di quest’ultimo, che ha subito un’azione ostile sul proprio territorio. Tutto ciò sarà valido, da ora in poi, anche per quelle operazioni offensive attuate dagli hacker che cercano di penetrare, tramite il web, nei sistemi che garantiscono il funzionamento corretto dei servizi rivolti ai cittadini, al fine di creare loro disagi. La Gran Bretagna e l’Australia hanno accusato la Russia di aver compiuto tali iniziative pericolose in diversi paesi. Il ministro degli Esteri di Londra, Jeremy Hunt, ha detto oggi che sono state colpite, nel tempo, numerose istituzioni e imprese. L’esponente del governo, guidato da Tehresa May, ha reso noto che ci sono stati tra i target l’agenzia mondiale antidoping, i sistemi di trasporto ucraini e persino la corsa alla presidenza degli Stati Uniti. “Le azioni del GRU (il servizio segreto di Mosca ndr) – ha aggiunto il diplomatico – sono avventate, indiscriminate” e non rispettano le norme stabilite. Il “messaggio è chiaro: insieme ai nostri alleati, risponderemo ai tentativi” che stanno minando “la stabilità internazionale”. Le stesse preoccupazioni sono state espresse dal governo olandese che ha denunciato di aver sventato un attacco informatico, del Cremlino, addirittura contro il sito internet dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (l’ente indaga sull’uso di queste sostanze vietate in Siria e sul caso Skripal). L’Aja ha approvato quindi un provvedimento di espulsione per i 4 presunti membri dell’intelligence russa, in possesso di passaporti diplomatici, che sono stati incriminati. Dura la replica di Mosca: “Assumeremo una misura speculare”, aggiungendo che è in corso “una spia – mania”, smentendo dunque ogni coinvolgimento. La Nato ha espresso, intanto, solidarietà all’Olanda e al Regno Unito, invitando Vladimir Putin a porre fine al “comportamento sconsiderato”, all’ “uso della forza” contro i paesi vicini e ai tentativi di interferire negli appuntamenti elettorali. Il numero uno dell’Alleanza ha fatto sapere così che essa rafforzerà le difese e la deterrenza. Solidarietà è giunta dalle istituzioni europee: l’Alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, il presidente della Commissione, Jean - Calude Juncker e del Consiglio Donald Tusk hanno espresso “seria preoccupazione per i tentativi di minare l’integrità dell’Opac”, in quanto rappresenta “un atto aggressivo che mina il diritto e le istituzioni internazionali”. Anche il vecchio continente ha annunciato quindi l’intenzione di varare nuove misure per rafforzare le difese. La situazione delineata si inserisce, purtroppo, in un contesto globale sempre più teso. La Nato ha dovuto valutare attentamente ieri i dati, forniti dalla Casa Bianca, in merito al dispiegamento russo del sistema missilistico gM729 che pone, nel mirino, l’Occidente. I vettori in questione possono trasportare, nel giro di breve tempo, le testate atomiche e violano il Trattato sulle forze nucleari a medio raggio. Washington ha minacciato, due giorni fa, di “eliminarli” (scoppierebbe, in tale caso, una vera e propria terza guerra mondiale), invitando la controparte a rispettare la storica intesa. La Russia ha sostenuto, invece, che sta agendo in maniera conforme a tutte le norme stabilite dalla comunità internazionale.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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