avr(ASI) - È ormai nota la contrapposizione tra il ministro dell’Interno Salvini e i colleghi europei. L’Italia spinge per trovare una soluzione condivisa all’"invasione" di stranieri e forse il pugno duro potrebbe aver convinto l’Ue a dargli ragione, almeno sulla carta.

In una intervista al Messaggero, infatti, il Commissario Ue per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, ha infatti detto che "gran parte delle proposte di Salvini coincidono con le misure che ho presentato a Bruxelles", anche se ha negato che i flussi migratori sia ora un’emergenza. "A furia di dai e dai vuoi vedere che smuoviamo la Commissione europea?", ha subito commentato l’inquilino del Viminale. "Con il Commissario lavoriamo bene: dimostra attenzione e sensibilità, ha un'attenzione che mi fa piacere, più di quella di Merkel e Macron". Certo, le dichiarazioni di Avramopoulos vanno tarate con quelle di pochi giorni fa di Junker e le tante precedenti frasi contro il pugno duro italiano. Ma è un passo avanti.

Ma se si valutano le proposte della Commissione Ue sul tema migranti, non si può non notare un certo irrigidimento delle politiche migratorie, come ad esempio la volontà della Commissione di “militarizzare” i confini europei con 10mila guardie di frontiera. Le proposte di Avramopoulos sono: “Il rafforzamento di Frontex e la sua trasformazione in una vera polizia di frontiera, una migliore gestione delle frontiere esterne della Ue, la velocizzazione dei rimpatri, collaborazione e accordi con i paesi terzi".
Occorrerà poi rivedere anche il regolamento di Dublino, anche se indiscrezioni sussurrano che oggi al vertice dei leader Ue con ogni probabilità le trattative finiranno in un buco nell’acqua. "Quello che hanno chiesto i leader europei al vertice di giugno, è di velocizzare i tempi di riforma del Regolamento ed arrivare ad un accordo – spiega il Commissario - Quello che si chiede è che tutti capiscano che paesi come la Grecia, l'Italia e la Spagna non possono essere lasciati soli sotto una pressione perenne".
Tra le ipotesi allo studio e fatte trapelare saggiamente dalla Commissione c’è anche quella di aprire dei centri di identificazione "chiusi". "Abbiamo proposto la creazione di centri controllati – ha detto Avramopoulos - ma vorrei dire che non si tratta assolutamente di centri di detenzione. È una proposta della Commissione e di molti ministri dell'Interno, tra cui anche Matteo Salvini". E i due sembrano in armonia anche quando si parla di intensificare i rimpatri in Tunisia: "Il piano di azione della Commissione è molto vicino a questa richiesta – conlude il commissario - L'Europa sta rafforzando il meccanismo dei rimpatri. Abbiamo anche proposto di rafforzare il ruolo della Guardia Costiera e di Frontiera Europea, che con le sue nuove responsabilità, con un incremento di mezzi e personale, sarà in grado di assolvere a questo compito".

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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