Maduro copy(ASI) La Colombia è responsabile dell’attentato avvenuto oggi a Caracas durante il discorso del presidente venezuelano Nicolas Maduro in occasione dell’anniversario della fondazione della Guardia nazionale.


Lo ha affermato lo stesso primo cittadino parlando in diretta televisiva commentando quanto accaduto nel corso della parata militare quando tramite un drone il presidente è stato fatto oggetto di un tentativo di attacco nel quale sono rimasti feriti 7 militari.
“Hanno cercato di uccidermi”, ha detto Maduro in un intervento televisivo citato dalla stampa locale, accusando l'estrema destra del Venezuela e della Colombia, ovvero la parte politica più legata a Washington, oltre al presidente colombiano Juan Manuel Santos, come responsabili "di questo attacco". "Non ho dubbi, è la sanguinosa ferocia dell'oligarchia colombiana, e sono sicuro che troveranno tutte le prove, ma i primi elementi di indagine puntano su Bogotà", ha detto il capo di stato venezuelano.
Dopo il messaggio di Maduro, il governo colombiano ha respinto le accuse. "Queste accuse non hanno fondamento, il presidente colombiano si è dedicato al battesimo di sua nipote Celeste e non a rovesciare i governi stranieri", ha detto la presidenza colombiana in un messaggio ai giornalisti. Maduro, presente con sua moglie Cilia Flores all'evento militare a Caracas, è stato prontamente rimosso dalle sue guardie di sicurezza dopo che una o due esplosioni, scrive la stampa locale, hanno scosso la capitale durante la cerimonia sulla Avenida. Dominguez ha confermato che Maduro "è incolume".
L’attentato è stato ufficialmente rivendicato dal gruppo “Soldati in T-shirt”, tramite un tweet, anche se per gli inquirenti permangono alcuni dubbi sull’autenticità del messaggio in cui il gruppo dice, tra le altre cose, che tornerà a colpire e la prossima volta non fallirà.

Fabrizio Di Ernesto – Agenzia Stampa Italia

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