uebalcani(ASI) Strasburgo - La strategia della Commissione Europea, previe riforme dei paesi candidati da realizzare, è di inglobare l'Albania e la Macedonia all'interno dell'Unione, dando vita ai negoziati d'ingresso. Lo scopo è semplice: prevenire le pressioni di Russia e Cina, evitando che questi due Stati balcanici entrino nell'orbita dell'asse eurasiatico.

Albania e Macedonia, già candidate, otterrebbero il via libera ai negoziati definitivo verso la fine di giugno di quest'anno, durante il vertice dei Capi di Stato e di Governo dell'Unione.

Positivo, secondo la Ue, la condotta tenuta dalla Macedonia nei confronti della Grecia, sulla disputa del nome, appunto "Macedonia". Mentre per Tirana, la Commissione ha evidenziato i progressi sul fronte della Pubblica Amministrazione e della Giustizia. La strada intrapresa dai due Paesi è quella che ha visto partecipi anche Serbia e Montenegro, per i quali si prospetta un'adesione alla UE nel 2025. Sempre nei Balcani, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo, sono ancora semplici candidati. A maggior ragione per quest'ultimo, autoproclamatosi indipendente e riconosciuto da pochissimi al mondo. La Ue, con queste adesioni vorrebbe "prevenire nuove guerre nei Balcani", secondo il Presidente Juncker. Eppure, anche in questo caso la mossa è sottrarre terreno alla Russia, visto come un nemico ingombrante e pericoloso.

 

Valentino Quintana - Agenzia Stampa Italia

 

 

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