(ASI) Panmunjon- Lo chiamano spirito olimpico. Nella storia gli Antichi Greci sospendevano le guerre, negli ultimi decenni ha permesso un riavvicinamento a molti Paesi politicamente distanti fra loro, a volte persino in conflitto.
Fu il caso del cricket per India e Pakistan, quello del baseball fra gli Stati Uniti di Barack Obama e la Cuba di Fidel Castro. Il rugby in Sud Africa è simbolo dell’anti-apartheid di Nelson Mandela. Più volte le due Coree si unirono per battere la Cina dominatrice del tennistavolo, come nel caso dei Mondiali del 1991.

Oggi di Olimpiadi si torna a parlare, con l’edizione dei Giochi invernali di Pyeongchang, dal 9 al 25 febbraio in Corea del Sud. Sulle lame dei pattini di due atleti nordcoreani ricade all’improvviso la speranza di riconciliazione fra il Nord e il Sud, formalmente in conflitto dalla guerra delle due Coree del 1950-53. Ryom Tae-ok e Kim Ju-sik sono gli unici della federazione nordcoreana qualificati per partecipare ai Giochi. Dopo aver vinto l’Asian Open Trophy nel 2016 e conquistato il bronzo ai Giochi asiatici di Sapporo nel febbraio 2017, un anno dopo la loro partecipazione alle Olimpiadi sudcoreane è stata auspicata perfino dal dittatore della repubblica democratica popolare Kim Jong-sun. In un discorso conciliatorio il Primo dell’anno Kim ha auspicato una ripresa delle trattative, al fine di garantire la partecipazione di due atleti che per questi Giochi si stanno allenando 36 ore al giorno, sulle note dei Beatles.

Da ormai qualche anno la Corea del Nord minaccia Seul con un ambizioso programma nucleare, ma l’avvicinarsi delle Olimpiadi ha spinto le delegazioni dei due Paesi a incontrarsi nella Peace House di Panmunjon, esattamente al confine geografico. Fra il 9 e 10 gennaio 11 ore di colloqui, dirette dai rappresentanti Ri Son-gwon per il Nord e Cho Myoung-hwon per il Sud, non hanno riguardato solo lo sport, ma anche tematiche di sicurezza pubblica e logistica militare. Si è parlato di cooperazione futura in un edificio dove la struttura e il tavolo stesso delle trattative sono divisi in due, tanto per rimarcare il confine, nel momento in cui Washington ha inserito il Paese di Kim nella lista di quelli che sponsorizzano il terrorismo internazionale.

E’ il primo vertice fra le delegazioni delle due coree da due anni a questa parte, ma finora Pyongyang esclude in toto un disarmo nucleare, richiesta imprescindibile di Usa e Giappone per consolidare la pace. Al momento non sembra neanche aprirsi uno spiraglio per la riunione dei familiari separati dal 1953, un’iniziativa portata avanti per anni dalla Croce Rossa Internazionale. Seul ha però un approccio diverso da Tokyo e Washington e fa eco alle parole del presidente del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach: «Tornare a dialogare può essere solo un passo avanti verso la riconciliazione dei due Paesi». Resta ancora un’incognita: la posizione che assumerà la Cina, vero interlocutore di entrambe le parti.

Intanto, negli Stati Uniti Nbc è pronta a investire milioni per i diritti tv dei Giochi sudcoreani. Il pattinaggio di figura è previsto nelle ore mattutine, al fine di garantire la diretta delle gare in prima serata in America. La scena sarà tutta per Ryom Tae-ok e Kim Ju-sik, la coppia che con lo sport ha portato per la prima volta il disgelo fra due Paesi in conflitto da anni.  

Lorenzo Nicolao – Agenzia Stampa Italia          

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