(ASI) Riportiamo il comuinicato dell'Ambasciata dello Stato di Palestina in Italia.


"Sono passati 69 anni dalla Nakba* del popolo palestinese, dalla "catastrofe" che ha visto la nascita dello Stato di Israele senza quella dello Stato palestinese, promessa dalle Nazioni Unite con la Risoluzione 181 del 29 Novembre 1947.
Un anniversario che ci ricorda il massacro della popolazione civile palestinese compiuto per mano delle milizie sioniste prima e dopo la creazione dello Stato di Israele nel 1948, quando numerosi villaggi furono rasi al suolo dalle bande armate di Stern**, Irgun, Haganah e Palmach con l'obiettivo di terrorizzare la popolazione e costringerla ad abbandonare le proprie case, la propria terra.
Sotto la minaccia delle armi, 800 mila palestinesi furono costretti a rifugiarsi altrove in Cisgiordania, a Gaza, e nei Paese arabi confinati: Giordani, Siria, Libano e Iraq.
Oggi i rifugiati palestinesi superano i 7 milioni e la maggior parte di loro vive in campi profughi, spesso in condizioni disumane, nonostante la Risoluzione 194 delle Nazioni Unite dell'11 dicembre 1948 sancisse già il loro diritto al ritorno.
La Nakba continua perchè nel 1967 Israele occupò il restante 22 % della Palestina storica insieme ad altre terre arabe e di nuovo costrinse centinaia di migliaia di persone ad emigrare, alcune per la seconda volta, stabilendo un regime di occupazione che non cessa di esistere, ma si fa ogni giorno più odioso.
Un'occupazione che si nutre di acqua*** e di terra rubate, di soprusi e ingiustizie, di arresti indiscriminati e uccisioni a sangue freddo.
Ne sono testimone e vittime i prigionieri detenuti nella carceri israeliane, che per denunciare l'arroganza di Israele nei loro confronti e nei riguardi di un intero popolo hanno deciso di intraprendere, in massa, uno sciopero della fame ormai giunto al suo 30 giorno.
Sono la parte migliore del nostro popolo e ci ricordano ogni giorno, ma soprattuto oggi, nell'anniversario dela Nakba, come il popolo palestinese non debba mai abbassare la guardia, e come la comunità internazionale debba stargli accanto, per una pace giusta e duratura".

Ambasciata dello Stato di Palestina in Italia.

 

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(NdR)

 

*Il giorno della Nakba (in arabo Yawm an-Nakba, cioè "Giornata della catastrofe") è commemorato il 15 maggio. Per i palestinesi è la giornata del ricordo della forzata emigrazione in massa conseguente alla unilaterale  dichiarazione d'indipendenza israeliana nel 1948.

 

**Il gruppo paramilitare, che prendeva nome dal suo comandante Avraham Stern, è noto per aver compiuto, insieme con l'Irgun (altra banda sionista), un gravissimo attentato dinamitardo all'Hotel King David di Gerusalemme, dove persero la vita anche 28 britannici e 41 arabi.  Il bersaglio scelto era il quartier generale delle autorità mandatarie britanniche in Palestina. 

 

***L'acqua entra a pieno titolo nel contenzioso israelo-palestinese, perché l'area in cui vivono israeliani e palestinesi ha scarse risorse idriche, ed Israele tuttora ne fa uso arbitrario a danno dei Palestinesi. La problematica, oltre che i negoziati, interessa e condiziona pesantemente  la vita quotidiano della popolazione autoctona, diventando mezzo di pressione e ricatto.

 

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