Evitate il piatto sciapo della solita manovra stile Pd con un po’ di cuneo fiscale, un po’ di assegno unico per il welfare, un po’ di 4.0, un po’ di investimenti, niente Iva. Non si muore per denutrizione ma non si cresce

Roberto Napoletano (ASI) "Avere sostituito la ministra Pinocchio, Erika Stefani, con una persona di valore e di comprovata competenza come Francesco Boccia nel governo della Repubblica italiana ci mette di buonumore. Solo in Italia si può consentire a un rappresentante di governo di mentire spudoratamente in Parlamento e di rimanere al suo posto. È successo con la Stefani che ha spacciato come dati regionalizzati della spesa pubblica, quelli relativi solo alle amministrazioni centrali, che valgono all’ingrosso poco più di un quarto della spesa pubblica allargata, e ha, quindi, accreditato una ripartizione territoriale non vera dove le Regioni del Sud in realtà fortemente penalizzate apparivano addirittura favorite. Qualcosa che assomiglia molto al gioco delle tre carte, inventato prima a Pontida poi a Varese, con cui la Lega ha vincolato interventi sociali e investimenti pubblici alla spesa storica, per cui il ricco diventa sempre più ricco e il povero diventa sempre più povero, arrivando a sottrarre al Sud più di 60 miliardi l’anno dovuti e regalandoli come spesa spesso assistenziale al Nord.

La Stefani in Parlamento ha ripetuto il gioco delle tre carte inventato da Calderoli con la legge sul federalismo fiscale del 2009 (facciamo dopo i livelli essenziali di prestazione e i fabbisogni standard, carta perde; e usiamo la spesa storica che favorisce i nostri amici, carta vince) e è riuscita addirittura a fare “sparire” dalla comunicazione della contabilità nazionale gli effetti perversi della spesa storica e ha tenuto, quindi, “coperta” la carta truffaldina con cui il Nord ha continuato a estrarre indebitamente dal bilancio pubblico risorse destinate ai poveri per fare i ricchi ancora più ricchi. Scusate per questa lunga premessa, ma è solo per dirvi che con Boccia questo non può più succedere perché è stato proprio lui, dalle colonne di questo giornale, a condividere e lanciare in Parlamento l’operazione verità sulla spesa pubblica allargata che abbiamo chiesto dal nostro primo giorno di vita perché riteniamo che dati certi e condivisi siano irrinunciabili per evitare di ripetere gli errori commessi negli ultimi vent’anni di governo della politica economica italiana sotto l’egemonia del ceto nordista.

Attendiamo con molto interesse il discorso per la fiducia del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di cui abbiamo sempre apprezzato il rigore istituzionale, lo spirito europeista, e la sensibilità dimostrata da lui sul terreno dell’autonomia differenziata e del vuoto di spesa pubblica per infrastrutture nel Mezzogiorno.".

Lo scrive il Direttore del Quotidiano del Sud  Roberto Napoletano

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