Sulla questione migranti forse sarebbe bene consigliarsi con il primo Ministro d'Israele

Caro Ministro degli Interni, Senatore Matteo Salvini,

che il fenomeno dell'immigrazione sia di natura complessa, è una constatazione che chiunque può fare quotidianamente: basta un minimo di attenzione.  Per questo motivo si richiede  esercizio di pazienza e, quando occorre, tempestività di azione. Perché è vero che il buon atleta si giudica non dagli scatti brucianti, ma si vede nel lungo percorso.   Anche se  qualche forte esternazione può essere giustificata dal senso d'impotenza degli Italiani di fronte a questo flusso incontrollabile e, apparentemente, senza interruzione. Chi nel Governo è preposto alla gestione di questo delicato settore sa perfettamente che i tempi di soluzione potrebbero essere non brevissimi. L'obiettivo principale dell'Esecutivo del Presidente del Consiglio, Prof. Giuseppe Conte, è durare e, per farlo, esso deve consolidare l'autorevolezza e mantenere il consenso popolare. Normalmente, in primo luogo, si forma una squadra di  collaboratori competenti e leali, e li si dota di strutture e strumenti efficaci. Successivamente si passa alla fase operativa. Solo così è possibile ottenere risultati. Il modo per non conseguirli è proprio quello di esordire con proclami e manifestazioni verbali altisonanti. Ciò favorisce unicamente l'avversario interno che già complotta con i poteri forti stranieri, secondo uno scellerato copione, troppe volte sperimentato dall'Italia nella sua travagliata storia. Parlare di respingimenti, "centri d'espulsione" fornisce soltanto armi propagandistiche al nemico mondialista e ai suoi tirapiedi e pennivendoli che, nella sua abilità mistificatrice sono sempre pronti ad accusare il Governo di politiche "discriminatorie" e a parlare di "lager dei migranti".  Altro discorso sarebbe proporre civili "ricollocamenti agevolati" degli irregolari nelle rispettive terre di origine. Senza grandi traumi né cocenti disillusioni per i diretti interessati; nella consapevolezza che ogni illegalità sarà sanzionata. Con buona pace dei nemici interni  ed esterni dell'Italia. Senza considerare che ciò rispecchia la volontà della maggioranza degli Italiani. Ultimo suggerimento al Ministro Salvini: perché non fare una telefonata al Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu? E in materia d'immigrazione, "il signore sì che se ne intende".

Lettera Firmata

 

 

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