(ASI) Il fatto. Il Tribunale di Perugia è stato chiamato a decidere sulla questione dell'accesso dei cittadini extracomunitari ai posti di infermiere presso le strutture pubbliche. La controversia era stata sollevata da un'aspirante infermiera esclusa da una procedura concorsuale. Il Tribunale ha osservato in primo luogo che è prevista direttamente dalla legge la possibilità di assunzione di personale infermieristico extracomunitario da parte delle strutture sanitarie pubbliche. Il Dipartimento della funzione pubblica, a suo tempo, aveva ritenuto che la disposizione normativa in materia dovesse interpretarsi nel senso che gli infermieri extracomunitari, se autorizzati all'esercizio della professione in Italia, possono essere assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato da datori di lavoro privati e presso strutture pubbliche solo con rapporto di lavoro a tempo determinato. Il giudice, adito dalla aspirante infermiera, ha osservato che un tale orientamento, esatto o meno che fosse, è comunque superato dalla disciplina successiva: gli infermieri di nazionalità extracomunitaria possono, se in possesso di titolo professionale riconosciuto in Italia, essere assunti anche a tempo indeterminato da strutture pubbliche. Per cui per la categoria professionale in questione la cittadinanza italiana o dell'Unione europea non è pertanto necessaria per l'accesso all'impiego. Esito del giudizio, Il Tribunale ha accolto il ricorso ordinando di ammettere la ricorrente alla procedura concorsuale. In merito a questo importante pronunciamento del tribunale di Perugia, l'AMSI tramite il suo presidente Foad Aodi esprime grande soddisfazione ed apprezzamento nel vedere riconosciuto ed esteso il diritto anche agli infermieri di nazionalità extracomunitaria che sono in possesso del titolo professionale riconosciuto in Italia. Un principio di equità perché questi infermieri sono scritti normalmente all'Albo e pagano le tasse, pertanto è giusto che i loro diritti, sanciti dalla legge, vengano tutelati. Infatti, la nostra associazione da anni è impegnata a far riconoscere il diritto ai medici ,infermieri ,fisioterapisti e farmacisti di origine straniera. Ora, l'unica questione ancora irrisolta è quella che vede impedito il sostenere i concorsi pubblici per gli stranieri che non possiedono la cittadinanza italiana. Proprio su questa questione l'Amsi ha già presentato nel documento "Oltre l'integrazione" le sue proposte al Governo Monti. Infatti all'interno del progetto "Oltre l'integrazione" viene richiesto al primo ministro di dare la possibilità di sostenere regolarmente i concorsi pubblici ai medici ,infermieri ,fisioterapisti e,farmacisti ed operatori sanitari di origine straniera che sono in possesso della carta di soggiorno. Attendiamo fiduciosi dall'esecutivo in carica una risposta in merito. Per cui, la recente sentenza del Tribunale di Perugia è un passo avanti per gli infermieri e speriamo anche per le altre figure sanitarie di origine straniera. Infine, il Presidente dell'AMSI Foad Aodi ringrazia tutti gli Albi professionali ,Fnomceo ,Ipasvi ,ordini farmacisti ,commissioni odontoiatri ,associazioni fisioterapisti ,ordini psicologi per la disponibilità e proficua collaborazione messa in atto affinché vengono garantiti i diritti e doveri di tutti gli scritti. Inoltre certi riconoscimenti si ottengono grazie al costante impegno dei nostri soci e per la competenza dei membri delle tante commissioni Amsi. Un lavoro di squadra continuo fatto con grande impegno e professionalità. Un laboratorio di idee che produce proposte concrete che vanno nel segno di una corretta integrazione.

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