(ASI) “L’approvazione in Consiglio dei ministri del decreto che recepisce la normativa contro lo sfruttamento del lavoro nero degli immigrati, è una notizia di importanza capitale: spianata la strada per applicare completamente il principio "Diritti e Doveri" e combattere le violazioni dei diritti dei migranti e del lavoro nero.

Finalmente il lavoratore avrà in mano un’arma efficace per liberarsi dal ricatto, tutelare la propria dignità e al tempo stesso aiutare a scardinare un sistema economico che viola la concorrenza fra le imprese e, soprattutto, i diritti dei lavoratori e la sua salute visto l'alto numero degli infortuni ed incidenti tra gli immigrati sui posti di lavoro. Tanti di loro hanno paura a recarsi al Pronto Soccorso per paura di perdere il "posto di lavoro" (irregolare) come è stato illustrato nell'ultimo convegno dell’AMSI (sintesi a piè di pagina), in cui si è discussa la tematica della medicina del lavoro e degli infortuni, illustrata grazie all'esperienza ed alla collaborazione scientifica tra Inail, Facoltà di medicina del lavoro della Sapienza e l'AMSI.

“Ringraziamo il presidente Mario Monti ed il ministro Andrea Riccardi. Questa è l’ennesima dimostrazione che governare l’immigrazione con la politica dell'ascolto e del confronto è giusto, possibile e porta vantaggi per tutti visto il proficuo confronto con il ministero dell'integrazione e la cooperazione internazionale dove abbiamo proposto il nostro progetto Oltre l'integrazione nel quale e' inserito al quarto punto ;combattere il lavoro nero.

Proposta progetto AMSI "Oltre l'integrazione" al governo italiano ed al presidente della camera.

 Presentazione e proposte Amsi 2012.pdf

Adesso facciamo una svolta costruttiva e trasversale stile governo Monti. I tempi sono maturi; cambiamo la legge Bossi -Fini e facciamo sentire i cittadini di origine straniera ed i loro figli immigrati cittadini italiani e non di serie B”, dice Foad Aodi il presidente AMSI (associazione medici di origine straniera in Italia) e promotore del movimento apartitico Uniti per Unire.

 

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