confindustria copy copy copy(ASI) 45 fra imprese, banche ed enti di supporto all’internazionalizzazione per un totale di quasi 100 partecipanti: questi i numeri della delegazione che prenderà parte alla missione imprenditoriale a Tbilisi e Baku prevista in occasione della visita ufficiale in Georgia e Azerbaijan del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Fra queste tutti i principali gruppi industriali italiani attivi nei due paesi quali Anas, Ansaldo Energia, Cnh Industrial, Baker Hughes (Ge Company), Leonardo, Danieli Officine Meccaniche, Ferrero, FS Italiane, MaireTecnimont, Saipem, Snam, Tenaris, Trevi, che insieme esprimono un fatturato pari a circa 160 miliardi di €.

La missione imprenditoriale, organizzata da Confindustria e Agenzia ICE,sarà guidatadal Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Michele Geraci, e vedrà anche la partecipazione dellaVice Presidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione, Licia Mattioli, del Presidente e del Direttore Generale dell’Agenzia ICE, Michele Scannavini e Piergiorgio Borgogelli, e del CEO di Sace, Alessandro Decio. Ad accompagnare il Presidente della Repubblica, sarà anche il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi.

Obiettivo della missione è quello di favorire la partecipazione del nostro sistema industriale ai programmi di investimento che Georgia e Azerbaijan prevedono di realizzare nei prossimi anni in particolare nei settori dell’Energia, Infrastrutture e Trasporti e Agroindustria e Trasformazione agricola, le filiere che riservano le maggiori opportunità di collaborazione bilaterale e nelle quali si concentrano i principali interessi delle nostre imprese.

Il programma dei lavori avrà inizio a Tbilisi il 17 luglio, con una sessione di presentazione delle opportunità di investimento in Georgia, presieduta dal Ministro dell’Economia e dello Sviluppo Sostenibile (nominativo da aggiornare), nel corso della quale saranno illustrate anche le strategie di intervento dalle principali istituzioni finanziarie internazionali che operano nel paese (Bers, Asian Development Bank, Banca Mondiale e BEI). L’evento sarà concluso dagli interventi del Presidente Mattarella e dal Primo Ministro georgiano, MamukaBakhtadze.

Seguiranno nel pomeriggio tre workshop tecnici dedicati ai settori focus della missione durante i quali rappresentanti dei Ministeri competenti per materia, i vertici delle agenzie pubbliche di sviluppo e delle principali imprese georgiane presenteranno i più importanti progetti di sviluppo previsti in Georgia nei prossimi anni.

Il giorno successivo, mercoledì 18 luglio la delegazione si trasferirà a Baku in Azerbaijan, dove nella mattina è prevista alla presenza del Presidente Mattarella e del Presidente della Repubblica azera IlhamAliyev, l’inaugurazione del complesso petrolchimico di Sumgayit (situato a 30 km circa a nord di Baku), nel quale Tecnimont e Kt-KineticsTechnnology – società del Gruppo MaireTecnimont– hanno realizzato un impianto di polipropilene (unità e strutture correlate su base EPC lump sum) e uno di Polietilene ad alta densità per il cliente SOCAR POLYMER, controllata dell’oil company nazionale SOCAR. Il valore totale dei due progetti è pari a circa 500 mln di USD.

Nel pomeriggio si terranno, come il giorno precedente a Tbilisi, tre sessioni tecniche dedicate all’approfondimento dei settori dell’Energia, Infrastrutture e Trasporti e Agroindustria, presieduti dai vertici dei relativi Ministeri azeri.

I lavori si chiuderanno giovedì 19 luglio con il Business Forum Italia-Azerbaijan a cui è prevista fra gli altri la partecipazione del Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, IlhamAliyev, del Presidente Sergio Mattarella e del Ministro dell’Economia dell’Azerbaigian ShahinMustafayev.

 

FOCUS GEORGIA

Sin dall’indipendenza del paese, l’economia della Georgia si è distinta in ambito regionale per una decisa apertura al libero commercio e agli investimenti stranieri; il successo delle riforme intraprese dai vari governi per favorire l’iniziativa economica e migliorare il business climate è confermato da tutte le principali classifiche internazionali, che vedono ad esempio il Paese al 16° posto nel ranking Doing Business della Banca Mondiale e al 13° posto nell’EconomicFreedom Index della Heritage Foundation.

La posizione geografica della Georgia - al centro fra Europa e Asia e sulla rotta della Nuova Via della Seta - unita alla rete di accordi di libero scambio sottoscritti con Turchia, CSI, UE e da ultimo Cina, permettono ai prodotti made in georgia di accedere ad un potenziale bacino di circa 900 milioni di consumatori. Sul piano macroeconomico, nonostante gli shock esterni e le deboli performance di Russia e Turchia (primo e secondo partner commerciale di Tbilisi), l’economia georgiana nell’ultimo anno è cresciuta del 4,8% rispetto al 2016; previsioni del FMI indicano livelli simili anche per il prossimo biennio.

Nel 2017 l’interscambio commerciale fra Italia e Georgia si è attestato sui 231 milioni di €. Il nostro export è risultato in flessione del -25% rispetto all’anno precedente fermandosi a 178 mln di €, mentre le importazioni si sono anch’esse ridotte del 17% a 53 milioni di €.

Nei primi 3 mesi del 2018 (ultimi dati disponibili), le nostre vendite hanno registrato un aumento del 4,1% rispetto allo stesso periodo 2017; gli acquisti si sono invece ridotti del 21,1%.

 

Nel 2017 l’Italia è stato il 9° fornitore della Georgia (secondo in Europa dietro alla Germania). Siamo invece il 12° cliente (3° in UE) con una quota del 3,5% sull’export georgiano. Sul piano degli investimenti diretti Statistiche ICE-Reprint indicano al 2015 12 imprese italiane operanti stabilmente in Georgia, per un totale di oltre 1.700 addetti e un fatturato pari a 60 milioni di euro.

 

FOCUS AZERBAIJAN

Il sistema economico azero è fortemente dipendente dal settore oil&gas che rappresenta circa il 45% del PIL, oltre il 70% delle entrate fiscali e il 90% dell’export del Paese. Dalla fine del 2014 l’Azerbaijan sta attraversando una delicata congiuntura economica, causatadal basso prezzo del petrolio e dalla svalutazione della moneta nazionale che hanno contribuito a ridurre i consumi e gli investimenti e spinto verso l'alto l'inflazione.

A partire da quest’anno, grazie alla ripresa del prezzo internazionali del greggio, la maggioranza degli analisti prevede un ritorno alla crescita ad un livello compreso fra l’1,5 e l’1,8% (valori abbondantemente inferiori rispetto a quelli sperimentati ad inizio millennio) e, al contempo, un aumento dell’incidenza dei settori non legati allo sfruttamento delle materie prime. Da tempo infatti il Governo azero è impegnato in programma di diversificazione economica che punta ad aumentare gli investimenti nei settori industriali (in primis infrastrutture ed edilizia, ma anche agroindustria, protezione dell'ambiente e telecomunicazioni) e a migliorare il business environment del paese.

Nel 2017 l’interscambio commerciale fra Italia e Azerbaijan si è attestato sui 4,88 miliardi di €. Il nostro export è risultato in flessione del -6,7% rispetto all’anno precedente fermandosi a 253 mln di €, mentre le importazioni sono aumentate del 58,6% a 4,6 miliardi di €.

Nei primi 3 mesi del 2018 (ultimi dati disponibili), le nostre vendite hanno registrato un ulteriore flessione del 6,1% rispetto allo stesso periodo 2017; gli acquisti si sono invece aumentati del 16,6%.

Nel 2017 l’Italia è stato il 9° fornitore dell’Azerbaijan (secondo in Europa dietro alla Germania). Siamo invece il 1° cliente con una quota del 31,5%) sull’export azero (posizione mantenuta dal 2008. Sul piano degli investimenti diretti Statistiche ICE-Reprint indicano al 2015 14 imprese italiane operanti stabilmente in Azerbaijan; esse occupano oltre 590 addetti ed esprimono un fatturato pari a circa 36 milioni di Euro.

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