Indispensabile avviare un piano straordinario per creare lavoro e prospettive di crescita.

lavoro1(ASI) Il tasso di disoccupazione nel I trimestre si attesta su livelli sempre allarmanti, a quota 11,6%. Sebbene il tasso sia diminuito di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, la disoccupazione rimane sempre su livelli elevati, determinando conseguenze negative per l’intero sistema economico.

Bisogna pensare, inoltre, che in molte aree, specialmente al Sud, la disoccupazione raggiunge livelli elevatissimi, specialmente tra i giovani.

Se, invece, il tasso di disoccupazione si attestasse ai livelli pre-crisi, ovvero al 6%, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato che il potere di acquisto delle famiglie registrerebbe un incremento di circa +40 miliardi di Euro l'anno.

Incremento che, rimettendo in moto la domanda interna, determinerebbe una ripresa della produzione, dando un ulteriore impulso alla crescita occupazionale.

Al Governo chiediamo di agire con determinazione e urgenza avviando un piano straordinario che punti su investimenti, ricerca, modernizzazione e valorizzazione dell’offerta turistica.

È questo il primo, fondamentale, passo per proiettare il Paese verso la crescita.

Come ribadiamo da tempo, riteniamo tale intervento un dovere di carattere morale, ancora prima che economico: sono troppi i giovani senza lavoro, senza reddito e senza prospettive.

I dati sulle diseguaglianze, create anche dalla mancanza di occupazione, nel nostro Paese sono inaccettabili: rinuncia alle cure, tagli alla spesa alimentare sono segnali che non possono e non devono essere ignorati. Oggi si discute di reddito di inclusione per una platea di 1,8 milioni di persone, ma vi è da fare molto di più per restituire dignità e lavoro a tutti i cittadini che vivono alle soglie della povertà.

 

LAVORO: COLDIRETTI, CALA SOLO IN AGRICOLTURA

lavoro2(ASI) L’agricoltura è l’unico settore che fa segnare un calo nelle ore lavorate (-0.6%) per effetto dell’andamento climatico anomalo che ha distrutto le coltivazioni con centinaia di milioni di euro di danni per l’alternarsi di gelo, grandine, caldo e siccità nel terzo inverno piu’ asciutto dal 1800. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al mercato del lavoro nel primo trimestre del 2017. Sul comparto – sottolinea la Coldiretti - hanno pesato ancora le basse quotazioni in alcuni settori chiave, dal grano al riso fino al latte per colpa delle distorsioni di filiera e le importazioni selvagge che fanno concorrenza sleale alla produzione nazionale perché vengono spacciati come Made in Italy per la mancanza di indicazione chiara sull’origine in etichetta per tutti i prodotti. Nel 2017 - conclude la Coldiretti - sono attese importanti novità con l’entrata in vigore del Decreto il 19 aprile 2017 del decreto per l’etichettatura obbligatoria per il latte mentre si attendono ora i via libera comunitari per quelli del riso e della pasta Made in Italy.

 

 

 

 

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