Hanno partecipato oltre trecento medici tra cui professori di fama internazionale
L’azienda di Bastia Umbra main sponsor del VII corso interattivo di ostetricia e ginecologia

(ASI) – Capri, – ‘La salute della donna tra evidenze scientifiche e nuove opportunità terapeutiche’, questo il tema di cui si è discusso a Capri nel ‘VII corso interattivo di ostetricia e ginecologia’, diretto da Fabio Sirimarco e organizzato da Ems Group, da giovedì 11 a sabato 13 maggio. Main sponsor della tre giorni S&R farmaceutici Spa, azienda con sede a Bastia Umbra, che dal 2015 si occupa della commercializzazione di farmaci di proprietà e in concessione, con focus nell’area ginecologica, urologica e diabetologia, ma anche di sviluppare prodotti nutraceutici e dispositivi medici. Oltre trecento gli intervenuti, tra medici ginecologi e ostetrici di fama internazionale, e molti gli spunti di riflessione che il giornalista e conduttore televisivo Bruno Vespa ha approfondito insieme agli ospiti della prima giornata, tra cui il professore Giovanni Scambia, direttore del Polo scienze della salute della donna e del bambino del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma, la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano e, in collegamento telefonico, Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità.
“Siamo orgogliosi – ha commentato Mauro Dionigi, amministratore delegato di S&R farmaceutici – di aver partecipato a questo convegno dove sono intervenute figure mediche di altissimo livello. Per un’azienda giovane come la nostra è un palcoscenico significativo che ci convince ancora di più che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta. A testimonianza di questo ci sono importanti risultati aziendali in termini di presidio del territorio nazionale”. “Il filo conduttore di questo corso – ha spiegato Sirimarco – è la salute della donna. Lo scopo consentire a chi ha nuove proposte in campo terapeutico di farle conoscere ai colleghi”. “Esiste un’ingiustizia biologica dovuta alla differenza di genere tra uomo e donna – ha affermato Graziottin – ma i ginecologi conoscono tutte le terapie ormonali per combatterla. Fino alla pubertà, infatti, bambini e bambine hanno la stessa prevalenza di malattie infiammatorie e autoimmuni. Dopo la pubertà queste malattie triplicano nelle donne perché, mentre negli uomini l’ormone testosterone è prodotto in maniera costante e questo tiene tranquillo il sistema infiammatorio e autoimmune, nelle donne la ciclicità degli ormoni e la loro caduta a livello di mestruazione scatena un’infiammazione di vario grado che si ripete 13 volte l’anno. Questo ripetersi dell’infiammazione nel corso della vita ha delle conseguenze importanti sulla salute della donna. Con la menopausa c’è la seconda grande ‘ingiustizia’. Mentre, infatti, gli uomini hanno il testosterone tutta la vita, le donne in menopausa perdono estrogeni, progesterone, il 50% del testosterone e il 70% del grande genitore di tutti questi ormoni, il deidroepiandrosterone. Noi ginecologi con una terapia ormonale personalizzata possiamo dare alla donna benessere e pienezza di energia vitale. In caso contrario si va incontro a vampate, tachicardia notturna, insonnia, dolori articolari, calo del desiderio, incontinenza urinaria”. Sul fronte oncologico, poi, Scambia ha continuato: “Sono cambiate molte cose, oggi, in termini di prevenzione. Sappiamo che una quota dei tumori ovarici significativa, pari quasi a un quarto di questi tumori, è su base familiare quindi possiamo ipotizzare delle strategie preventive perché sappiamo anche quali sono i geni del nostro dna responsabili. Inoltre, si cominciano ad avere farmaci efficaci tarati sulle caratteristiche molecolari dei tumori quindi quello che si apre è uno scenario per il quale nei prossimi anni ogni terapia oncologica verrà personalizzata”. “La salute della donna – ha concluso Vespa – è un tema sociale perché il progresso ci consente di assistere le donne sia dal punto di vista della salute sia da quello sessuale in età nelle quali fino a qualche decennio fa era impensabile arrivare. È bene che questo tema venga sviluppato, che i medici, le autorità sanitarie e l’industria farmaceutica lavorino insieme per portare questi progressi a disposizione del maggior numero di donne”.

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