(ASI) Convegno sull’infertilità maschile e la cura delle disfunzioni sessuali – domani 25 Ottobre ore 9 presso Salvator Mundi International Hospital in via delle Mura Gianicolensi 67, all’Auditorium di Salvator Mundi International Hospital.

“Il tema dell’infertilità è attualissimo, non solo per la dibattuta sentenza della Consulta in materia di fecondazione eterologa, ma anche perché le disfunzioni sessuali e l’infertilità vanno inquadrate ormai come vere e proprie malattie sociali su cui non si fa corretta informazione e prevenzione. Oggi nove coppie su dieci che non riescono ad avere figli, si rivolgono alla ginecologia, e quindi in caso di infertilità o impotenza del maschio, vengono dirottate spesso senza appello alla fecondazione assistita, che dovrebbe invece essere l’ultima spiaggia a disposizione delle coppie infertili”, lo dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale e membro della commissione Salute della Regione Lazio che parteciperà domani 25 ottobre 2014 al convegno sull’infertilità maschile e la cura delle disfunzioni sessuali promosso dal professor Francesco Sasso dell’Università Cattolica presso Salvator Mundi International Hospital.

“L’inadeguata informazione sulle alternative terapeutiche di tipo andrologico favoriscono, non sempre in maniera giustificata, il business della procreazione assistita anche quando se ne potrebbe fare a meno: un business che vale 10 miliardi di dollari, secondo l’istituto Research and Markets, e che nel 2020 raggiungerà i 22 miliardi, di cui 8 solo in Europa”, continua il consigliere. “Oggi esistono cure integrate che coinvolgono andrologi, ginecologi, endocrinologi, psicologi, urologi e sessuologi che possono essere una valida alternativa alla PMA e soprattutto alla fecondazione eterologa, che la Regione Lazio ha autorizzato già in 21 centri senza che il Parlamento italiano – unico rappresentante della volontà legislativa del popolo – abbia mai messo mano ad una regolamentazione della materia”, insiste Santori. “E’ bene far capire a chi non sa ancora di cosa si tratta – secondo il Censis addirittura 9 italiani su 10 – che l’eterologa è quella pratica che nei casi peggiori consente di avere per ogni nascituro, due genitori biologici ignoti, due genitori legali, e una madre surrogata che affitta l’utero per soldi.
Redazione Agenzia Stampa Italia

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