calabresi1 copy(ASI)“Efferato crimine a Milano. Ucciso a colpi di rivoltella il Commissario Luigi Calabresi. Il funzionario implicato nel ‘caso Pinelli’ aveva attivamente partecipato alle indagini sulla strage di piazza Fontana nel dicembre del 1969. Emozione negli ambienti politici”. 

Con questo titolo piazzato a pagina 7 il 18 maggio 1972 uscì il numero de L’Osservatore Romano che fino al 30 giugno successivo si occupò quotidianamente del vile assassinio del vice-responsabile della squadra politica della questura di Milano, Luigi Calabresi, caduto vittima del terrorismo il 17 maggio precedente. Solo dopo molti anni si giunse a individuare, nelle condanne definitive, gli esecutori e i mandanti dell'omicidio: Ovidio Bompressi, Leonardo Marino, Giorgio Pietrostefani, Adriano Sofri, esponenti di Lotta continua.

Per celebrare l’anniversario che cade mercoledì 17 maggio, don Ennio Innocenti assieme alla Sacra Fraternitas Aurigarum ha allestito un Oratorio Drammatico, vocale e strumentale, diretto dal compositore e direttore d’orchestra Nicola Samale che si terrà a Roma presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli dalle ore 21.00. Nell'occasione, inoltre, sarà offerta una medaglia di bronzo coniata per l’occasione dall'orafo scultore Alberto Zucchetta.

Dalla Chiesa cattolica Calabresi è considerato un Servo di Dio, martire per la giustizia, le cui qualità cristiane furono riconosciute dal Beato Papa Paolo VI e da San Giovanni Paolo II che lo definì “Testimone del Vangelo ed eroico difensore del bene comune”. Subito dopo l’assassinio terroristico don Ennio Innocenti, noto scrittore e conduttore radiofonico, fondò a Roma un “Circolo di Ricerca Religiosa” a lui intitolato. Oggi, trascorsi ormai quarantacinque anni da quel triste giorno, il sacerdote della Diocesi di Roma torna ad accendere i riflettori della pubblica opinione sulla figura di Luigi Calabresi, definito nel libro pubblicato nel 2015 "il Santo, il Martire". Con questa corposa e approfondita raccolta di documenti e testimonianze don Innocenti, che di Calabresi fu padre spirituale e amico, chiede nuovamente alla Chiesa di verificare l’eroicità delle virtù umane e cristiane dell’eroico poliziotto. Il volume è stato consegnato a Papa Francesco che ne ha benevolmente espresso il suo vivo interessamento.

Nel 2007 il cardinale Camillo Ruini concesse il suo nulla osta per l'avvio della fase preliminare della causa di beatificazione del commissario Luigi Calabresi. L'autorizzazione dell’allora Vicario di Roma riguardava la raccolta di documenti e testimonianze promossa dal sacerdote Innocenti. Il materiale venne in seguito sottoposto al cardinale Dionigi Tettamanzi, al tempo arcivescovo di Milano, la città dove Calabresi prestava servizio e dove aveva subito una pesante campagna stampa che lo accusava di avere responsabilità nella morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli.

Tra le testimonianze inserite nella documentazione don Innocenti mette in luce quella del presentatore televisivo Enzo Tortora, che fu a sua volta vittima di un linciaggio morale e che come giornalista era entrato in contatto con Calabresi quando frequentava la Questura di Milano. “Non odio i miei nemici, provo angoscia per loro, non odio”, gli aveva confessato il commissario nel momento per lui più difficile, quando la stampa di sinistra lo aveva dichiarato colpevole senza processo e senza appello. “Calabresi – scriverà tempo dopo Tortora – credeva in Dio fermamente”. Don Innocenti racconta a sua volta un episodio molto significativo: per metterlo al riparo da possibili attentati, padre Rotondi (sacerdote molto conosciuto per il suo apostolato radio televisivo e unanimemente stimato) aveva cercato di far trasferire Calabresi all'Ispettorato di polizia del Quirinale, ma il giovane funzionario aveva voluto rimanere al suo posto. Lì dove, nei pressi della sua abitazione, lo raggiunsero i colpi di pistola quarantacinque anni fa. A distanza di così tanti anni il processo di Beatificazione del commissario Calabresi non ha subito nessuna evoluzione, malgrado la particolare attenzione che i Pontefici, da Papa Paolo VI a Francesco hanno riservato alla tragica vicenda". E' quanto riporta la nota della Sacra Fraternitas Aurigarum.

 

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