Da qualche tempo è in corso in Italia un'operazione mediatica a dir poco stupefacente, ma in fondo abbastanza maldestra, che è ispirata dal Governo in carica – non senza il preventivo “viatico” (parola non del tutto bene augurante) dei potentati economici, delle grandi “inviolabili” lobbies nostrane e internazionali.


Nel linguaggio di Von Clausewitz tranquillamente potrebbe definirsi “manovra diversiva”, cioè azione volta a “distrarre” le forze nemiche allo scopo di farne concentrare il fuoco su un falso obiettivo, creato ad arte. L'obiettivo in questo caso (e almeno per il momento) sono i taxisti italiani, presentati alle “ricettive” masse dei teleutenti, se non come una delle principali cause delle crisi italiana, certamente come un pessimo esempio di parassitismo, contro il quale la gente “onesta” ( in pratica tutti gli altri!) dovrebbe levare la propria sacrosanta indignazione. Se si continua su questa strada, si finirà per rinfacciare ai taxisti italiani anche la responsabilità dell'ascesa incontrollabile dello spread (il termine onomatopeico suona come una beffa, sembra il “pernacchio” che Eduardo De Filippo insegnava in “Napoli milionaria”).

Del resto, grandi novità, grandi prospettive si annunciano da parte del prof. Monti & C. Liberalizzazioni? Certo! In primo luogo, a patto però che si proceda con gradualità e senza irritare troppo le “lobbies” dei medici (che, nemmeno sfiorati, già preannunciano scioperi), dei farmacisti, dei notai, degli avvocati, delle grandi catene di distribuzione commerciale. E soprattutto si eviti anche solo di parlare di tassare le grandi rendite in Borsa (i grandi speculatori “invisibili” d'oltreoceano la prenderebbero molto male, al punto forse da promuovere un'operazione “Enduring Freedom” contro il popolo degli spaghetti e mandolino?), ma anche i grandi depositi bancari e patrimoni immobiliari, ivi incluse le strutture (non di culto) della Chiesa Cattolica e delle altre confessioni religiose. Dunque tanti problemi? Nessun problema. La soluzione è a portata di mano: basta prendersela con i taxisti. “Vae taxistis”! Per il momento. Poi Dio provvederà...

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