(ASI) Immaginare una realtà in cui non esistano più barriere fra le diverse razze e civiltà è, forse, un'utopia; ma, sicueramente, il problema dell'integrazione razziale sta diventando sempre più pressante, anche in Italia, per la massiccia presenza di immigrati extracomunitari.

Parecchi vivono in Italia ormai da molti anni, lavorano ed un numero non indifferente ha contratto matrimonio con cittadini italiani. Queste unioni creano una serie di prblemi giuridici, etici e religiosi. Quelli giuridici consistono prevalentemente nell'inadeguatezza interpretativa della legislazione vigente in materia, di per sé complessa e farraginosa.

Ad esempio, il permesso di soggiorno illimitato per il coniuge straniero dopo tre anni di matrimonio, previsto dalla legge Martelli, non sempre viene concesso, sostituendolo con un permesso biennale rinnovabile per motivi di famiglia; la differenza tra le due fattispecie appae evidente. Questo genere di ostacoli posti dalle stesse istituzioni preposte a far rispettare le leggi costituiesce un segnale negativo e inquietante. Ma, al di là dei problemi pratici ne esistono di più pregnanti e sostanziali, che nascono dal confronto- o dallo scontro- tra le diverse culture, mentalià, religioni. Accade spesso che , nelle coppie miste, la donna tende ad essere più penalizzata, in quanto esiste ancora una aspettativa forte sull'arrendevolezza del genere femminile ed un residuo di mentalità patriarcale, tanto più evidente quanto socialmente arretrato è il paese di provenienza. La capacità di astrarsi dagli archetipi culturaliinteriorizzati fin dalla nascita, per acquisirne di nuovi, richiede una capacità di rimettersi in discussone che non appartiene a tutti. Però, essendo in genere le donne portatrici di cultura sociale e tradizioni in maggior misura rispetto agli uomini,è auspicabile che esse non siano prevaricate ed indotte ad accettare modelli socio-culturali che non possono condividere. Nessun componente, in una coppia, dovrebbe mai essere posto in condizioni di subire alcunchè, pena il fallimento dell'unione o lo sfaldamento della personalità.

Ognuno può continuare ad essere portatore dei propri schemi mentali, culturali, religiosi, purchè ciò avvenga nel massimo rispetto del partner e della società ove ha scelto di vivere, ricevendo in cambio altrattanza tolleranza e medesimo rispetto. La soluzione più conducente, in un matrimonio misto, è una forma continua di mediazione, tanto più indispensabile quando tali unioni sono arricchite dalla nascita di figli. Le coppie accorte e culturalmente aperte scelgono il modello della doppia appartenenza, esaltando le positività di entrambe le culture. Per portare avanti una famiglia mista sono necessari grande equlibrio e sensibilità, per non condannarsi- e non condannare a prole-alla marginalità sociale ed al'isolamento morale. Perchè, purtrppo, questa società non è ancora pronta ad accettare pienamente chiunque sia- o sembri- diverso dalla maggioranza. I più spontanei sono, forse i bambini, pronti a recepire tutto ciò che è nuovo con naturalezza e serenità, perchè non sono ancora vincolati da troppi schemi precostituiti. E sono proprio i bambini a costituire la grabde speranza per il futuro. Allevati fianco a fianco, bianchi e di colore, forse un giorno saranno pronti a percepire le differenze come smeplici e normali soggettività ed a superare le barriere e le preclusioni poste, fino ad oggi, da una mentalità miope, codina e provinciale. Mentre l'Europa corre verso l'unificazione ed il mondo si avvia a diventare sempre più un villaggio globale, è necessario che il salto di qualità verso una società multirazziale venga compiuto al più presto.e, quando ciò avverrà, dovremo ringraziare anche i pionieri dei matrimoni misti; coloro che, grazie all'amore, hanno saputo affrontare un cammino difficile, sopportando tanvolta ostracismo ed emarginazione.

 

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