(ASI) L'apparenza che tende a prevalere sull'essenza, la ricchezza che ha spesso la meglio sui sentimenti: eterni dilemmi che attanagliano la società di ogni epoca. Ma, per fortuna, non sempre l'effimero e il vacuo primeggiano sulle passioni, sull'amore, sulle emozioni e sui sussulti dell'animo che, per definizione, non dovrebbero conoscere ostacoli o barriere.

Così come accade nella divertente trama della commedia brillante in tre atti di Giuseppe Macrì "Fiat Voluntas Dei", opera considerata ormai un "classico" della tradizione teatrale italiana, che la compagnia "Oltre le Camene" ha scelto per il debutto della nuova stagione sul palcoscenico del teatro Don Bosco di Catania.
Con la regia di Marcello Marchese, il sodalizio artistico etneo ha regalato un paio d'ore di spassose risate al proprio pubblico, proponendo anche la novità costituita da alcuni momenti di "intrattenimento", basati su gags e sketch, tra un atto e l'altro.

La trama della pièce si snoda attorno alla figura di padre Attanasio, magistralmente interpretato da Nino Spitaleri, sempliciotto e pavido parroco di provincia dai modi piuttosto grossolani, forte con i deboli, debole con i forti, costretto, suo malgrado, a dirimere l'intreccio amoroso tra i due giovani Paolino (Giuseppe Militello) e Anna (Flavia Angioni), osteggiato dalle rispettive famiglie, seppur per motivazioni differenti. Se da una parte Mara (Laura Calcaterra), cugina del promesso sposo, ha infatti ancora nostalgia del flirt intrattenuto in passato con il giovane, nonostante le ire del marito Don Vincenzino (Marcello Marchese), dall'altra parte il rude ma arricchito Don Girolamo (Luigi Spitaleri), macellaio e padre di Anna, non intende concedere la mano della figlia ad un giovane appartenente ad una famiglia di censo inferiore nonostante la vanità di Don Gaetano (Salvo La Rosa) e della moglie Barbara (Nelly Cardone). Ma, come in ogni "favola" che si rispetti, alla fine "vissero tutti felici e contenti": i due giovani coronano il loro sogno d'amore mentre padre Attanasio riesce a soddisfare i suoi appetiti culinari.
Sulla scena anche Roberta Castro, nei panni di una strampalata cameriera, Giuseppe Burtone, eccentrico "disinfettatore", Aldo Dinolfo che interpreta il pessimista Cosimo. Si replic

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