FOTO CONVEGNO(ASI) Sabato 2 giugno presso la biblioteca comunale di Pontecorvo il Circolo Ordine Futuro di Pontecorvo ha organizzato l’evento dal titolo “Marocchinate, eterna vergogna”. Relatori il Prof. Roberto Mancini autore di numerosi libri, Emiliano Ciotti presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate. Per impegni non è potuto essere presente l’Avvocato Luciano Randazzo che collabora con l’Associazione. Ha portato i saluti anche il sindaco Dott. Anselmo Rotondo.


Giustamente chi legge si dirà: cosa sono le marocchinate? Possiamo definirlo come un olocausto annegato nel dimenticatoio di questo Paese, dei libri di Storia, nell’indifferenza generale. Uomini, donne, bambini, seviziati, torturati, stuprati della loro dignità e ammazzati dalle truppe francesi (Goumiers) che dalla Sicilia risalivano la Penisola ad Italia liberata nella seconda Guerra mondiale. Teatro di migliaia di morti: i monti Aurunci. Questi barbari hanno portato terrore passando da Vallecorsa, Amaseno, Lenola, Ceccano, Pontecorvo, Supino, Sgurgola, Acquafondata e decine e decine di altri comuni. La vergogna toccò apici clamorosi e devastanti, quando il comandante francese Alphonse Juin per caricare ancor di più le sue truppe prima della battaglia, pronunciò il famoso proclama delle 50 ore: “Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c'è un vino tra i migliori del mondo, c'è dell'oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete…”. Per motivi di spazio ce ne sarebbe da scrivere. Ma si lascia alle parole dei relatori quello che sono stati questi soprusi per meglio far comprendere. Il primo a prendere la parola è stato il Prof. Mancini che con la sua nota verve oratoria ha ricordato che “gli episodi delle marocchinate sono fatti noti, purtroppo per voi che vivete in queste zone. Dai racconti dei vostri nonni, dei vostri padri quando ancora esisteva una trasmissione orale che oggi non esiste più. L’argomento di oggi è uno dei tanti di storie negate. Come dico spesso nelle mie conferenze noi non abbiamo perso solo da un punto di vista militare e politico, ma anche dal punto di vista delle parole. Le marocchinate sono una pagina di Storia di cui non si deve parlare. L’unico a parlarne è stato Vittorio De Sica nel suo film “La Ciociara” con Sophia Loren ripreso dal romanzo omonimo di Alberto Moravia. Questi episodi efferati sono caduti nell’oblio, nel dimenticatoio. Ci sono nomi, cognomi, fatti di uomini, donne e bambini che sono stati massacrati a guerra finita senza nessuna giustificazione né legittimazione. Le vicende delle Marocchinate sono atti infamanti”. In questa pagina buia grosse responsabilità politiche sono da attribuire alla Francia in primis, al generale Charles De Gaulle che in quel periodo soggiornava nelle zone colpite dai massacri, il quale mai ha dichiarato quello che accadeva alla popolazione. Come allo Stato Vaticano e ai Paesi alleati che combattevano al fianco dei francesi. Le violenze, dalle ricerche fatte da Emiliano Ciotti, non erano fatte solo da marocchini, senegalesi, ma anche dai francesi bianchi che si sono macchiati di queste atrocità. E qui la copertura mediatica in tutti questi decenni ha fatto il resto chiudendo nell’armadio questa pagina atroce.
Al convegno è voluto intervenire e portare i saluti dell’amministrazione comunale, il sindaco Dottor Anselmo Rotondo. Parole dirette, schiette. Il non dimenticare simili fatti accaduti nella provincia di Frosinone. Fatti di cui è venuto a conoscenza per il lavoro che svolge, quello che farmacista. Dove dalle tante ricette sulla quale era riportato un codice G01 ovvero invalido di guerra. Da qui la curiosità di approfondire la tematica da parte del primo cittadino, anche tramite la delibera del 2007 riferita alla stele presente nella zona di S. Esdra. Questa stele è salita alla ribalta della cronaca locale e nazionale. Il sindaco Rotondo ha voluto metterci la faccia mettendosi a disposizione dell’Associazione presieduta da Ciotti sulle future iniziative da intraprendere, perché dalle sue parole “Il popolo di Pontecorvo come le zone limitrofe meritano rispetto”. Ha usato una metafora calcistica dove si gioca una partita impegnativa, ma ottimista perché il pallone verrà calciato e condotto in rete con l’arbitro che decreterà questa pagina brutta per Pontecorvo. Dopo il primo cittadino ha preso parola Emiliano Ciotti, presidente dell’Associazione Vittime delle Marocchinate. Ciotti ha fatto presente che venerdì 01 Giugno insieme all’Avvocato Randazzo ha presentato una denuncia presso le procure di Frosinone, di Latina, all’Arma dei Carabinieri, ambasciata di Francia e presso la Santa Sede, per crimini di guerra e contro l’umanità nei confronti della Francia. E’ stata la prima notizia di reato per quel che concerne il reato di femminicidio. Il responsabile dell’associazione ha voluto ricordare come questa denuncia si collega all’interpellanza dell’Onorevole Rossi Maria Maddalena (PCI) del 7 aprile del 1952, circa la liquidazione delle 60 mila pratiche di pensione e di indennizzo delle donne di quella zona che subirono violenza dalle truppe marocchine della V armata. Si veda interpellanza nella sua interezza. Ha ricordato come testimone diretto, l’episodio di suo zio di 14 anni violentato e ammazzato a Maenza. Si è aspettato il convegno del 2 giugno per ricordare che anche Pontecorvo e zone limitrofe sono state colpite dalle Marocchinate. Nel suo intervento anche lui, ha ricordato le gravi responsabilità della Francia, venute fuori dalle numerose denunce agli atti che parlano di episodi raccapriccianti, che l’associazione ha raccolto nel corso del tempo. Alla fine di ogni denuncia per avvalorare la responsabilità francese la dicitura recita: Governo alleato militare informato, Governo italiano informato. In base a questi documenti l’associazione ha presentato denuncia a chi di competenza. Ciotti ha menzionato il lavoro di alcuni giornalisti francesi, tra cui uno di Liberation, i quali hanno raccolto negli ultimi anni numerose testimonianze di persone delle province di Frosinone e Latina. Da queste testimonianze sembra che anche la Francia si stia interessando a questi crimini. Emiliano Ciotti ha ricordato che l’Associazione nata nel 2010 per combattere la verità storica, ha lavorato intensamente presentando diverse interrogazioni parlamentari. A Roma è stato dedicato un parco in memoria delle donne violentate in Ciociaria. In diversi comuni sono state intitolate strade in ricordo di queste vittime. Ha esortato il sindaco Rotondo ad intitolare anche a Pontecorvo una strada o un monumento. Le stime delle violenze sono circa 60.000 e circa 180.000 atti di violenza. Le violenze nei confronti delle donne erano traumatiche, spesso svenivano. Molte di loro se andava bene erano lasciate in vita, altre ammazzate. Migliaia avevano sulla pelle il marchio di “Marocchinata”, con il pudore del silenzio da parte delle famiglie ed il trauma delle malattie veneree che avevano contratto e le gravidanze. Queste ultime venivano nascoste per la vergogna. Ciotti in chiusura del suo intervento ha ricordato come alcune amministrazioni in Italia, come Poggibonsi, festeggiano l’entrata dei Goumiers in città. I relatori hanno invitato i presenti a parlare di questa triste pagina e farla conoscere ai tanti che ancora non sanno cosa sono le “Marocchinate” e che cosa è avvenuto a pochi passi da noi.

Davide Caluppi

 

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