(ASI) Forse non siamo abbastanza moderni da integrarci in una mentalità che giudichiamo eccessivamente “disinvolta”. Forse siamo refrattari ad accogliere nel paradigma della nostra etica certe novità di comportamento che comprendono atteggiamenti di svalutazione della dignità e del rispetto di se stessi e della società in cui viviamo. E forse, più semplicemente, abbiamo ragione nel giudicare che ci debbano essere dei confini invalicabili al concetto di libertà di comportamento che non deve mai giungere ad essere licenza e soprattutto degrado.

Ci riferiamo a notizie sul comportamento, purtroppo abbastanza comune delle ragazzine anche di 14-16 anni che, non solo fanno sesso in modo indiscriminato e con tantissimi senza neppure la giustificazione di un amoretto o di un’infatuazione, ma lo fanno tanto per farlo quando, in certi casi, non lo fanno per un compenso in denaro o addirittura per la miseria di una ricarica telefonica. Senza rispetto, soprattutto per se stesse.

Certamente non tutte. Certamente, crediamo e speriamo, non la maggior parte.

Ma già il fatto che molte lo facciano, prefigura un comportamento sociale che deriva, secondo noi, da una divulgazione dei media di atteggiamenti non immorali, ma peggio ancora, amorali che esaltano, con la stessa esibizione mediatica, comportamenti di puro utilitarismo e di cinico calcolo nel progettare una “carriera” sulla base della mercificazione del proprio corpo in assenza di un qualsiasi freno educativo dato che gli eventuali insegnamenti delle famiglie sono sopraffatti dall’impatto ossessivo dei media!

Certo la Pillola contraccettiva ha aiutato a non avere paura del sesso.

Certo le lotte femministe con gli slogan del tipo “L’utero è mio e lo gestisco io” hanno dato una sorta di lasciapassare per abbattere i tabù sessuali.

E certo i modelli che le TV presentano quotidianamente incoraggiano le giovani menti, le più facilmente suggestionabili, a valutazioni amorali.

Ma che si sia giunti al punto che una ragazzina faccia sesso orale per il prezzo di una ricarica telefonica o per un pacchetto di sigarette ci pare una situazione di degrado che non è giustificata da nessuna conquista femminista, né da nessun proclama di libertà.

Piuttosto pensiamo che tali comportamenti siano soprattutto causati dalla malaeducazione dei media e delle TV in particolare che creano falsi miti e ipocrite aspettative nei giovani.

Il constatare quotidianamente che ci sono donne che hanno fatto carriere politiche passando per i letti di potenti protettori, che ci sono “veline” che passano da un personaggio noto ad un altro con facilità per continuare ad apparire nelle cronache rosa, che persino nelle aziende private fare sesso con chi comanda agevola la carriera, non può che dare un messaggio negativo a delle ragazzine che vedono come gli eventuali insegnamenti famigliari cozzino poi con la realtà della vita quotidiana!

Quelle ragazzine sono il prodotto di una società che ha smarrito i suoi valori e che li ha gettati via senza sapere sostituirli con altri, ma lasciando un vuoto colmato dal caos, dagli istinti animali e dal cinismo di una visione solamente consumistica ed utilitaristica della vita.

E’ tempo di riflettere, è tempo di cambiare direzione, è tempo di ribellarci alla frana dei valori. Se si vuole siamo ancora in tempo per cambiare, ma bisogna agire subito, prima che sia troppo tardi!