Cinema

(ASI) Chi si aspetta un film sulla moda rimarrà deluso. Non è un film come quello di Coco Chanell, ma è un documentario che accanto all’ascesa nell’olimpo della moda dello stilista francese, racconta il lungo amore con il suo compagno Pierre.

(ASI) Presentazione mercoledì 8 giungo alla Cattolica di Milano. Tra gli interventi anche il professor de Leonardis, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’università milanese.

(ASI) Ennio Morricone sarà il presidente del Festival del cinema di Roma. Il grandissimo compositore era stato

già giurato in passato sia alla Mostra di Venezia che al Festival di Cannes e così aggiunge anche questo Festival, che tra mille bagarre è riuscito a sopravvivere e a rilanciarsi.

(ASI) “Il festival del cinema di Roma si farà” parola di Gianni Alemanno. Si salva in calcio d’angolo il Festival del cinema capitolino, dopo il drastico decurtamento delle risorse.

(ASI) Un altro film sui lupi mannari e la loro maledizione, che però annovera nel cast Benicio Del Toro (che è anche produttore) e Anthony Hopkins. Il film non brilla certo per originalità, ma almeno ha vinto il nuovo Oscar per il make up. Con quest’ultimo film Agenziastampaitalia ha recensito tutti i vincenti della Notte degli Oscar.

(ASI) Alice è stato il primo in ordine cronologico a uscire nelle sale e si è aggiudicata due statuette per la miglior scenografia e migliori costumi, imponendosi anche su rivali come Il discorso del re e Black Swan Alice è ormai ragazza in età da marito per fine ‘800.

(ASI) Due statuette su 7 Nomination. Gli attori non protagonisti riescono a salvare la serata alla storia del pugile Micky Ward, condizionato dal fratello Dickey Eklud, interpretato alla perfezione da Christhofer Bale e dalla madre, Melissa Leo.

(ASI) Fece discutere al Festival di Roma, quando Julianne Moore rispose a Berlusconi a proposito della sua affermazione "almeno non sono gay". La storia centra il tema dell’omosessualità, o meglio della relazione tra due donne. Seppur premiata a Roma, la Moore non ha ricevuto la Nomination, che l’ha avuto il bravo Mark Ruffalo, sconfitto però da Christian Bale ed Annette Bening, che poco o nulla poteva fare contro Natalie Portman.

  (ASI) La Disney ha compiuto la missione e si è aggiudicata l’ennessima statuetta per il miglior film d’animazione, che oltre a ciò ha pure sbancato nel 2010 il botteghino.

(ASI) Sarà ricordato come il film che ha consacrato Natalie Portman e che le ha permesso a soli 29 anni, di vincere l’Oscar per la migliore attrice. Una gioia professionale a cui a breve seguirà una gioia personale (è in dolce attesa); è dunque l’apice per l’attrice israeliana, che ha sfidato addirittura la Notte vestendosi di viola, ma di fronte a un talento così anche le superstizioni volano via.

  (ASI) A mio giudizio è il film dell’anno. Era difficile non rendere banale la vicenda, ma Fincher c’è riuscito pienamente e Eisemberg ha interpretato alla perfezione l’uomo dell’anno Mark Zuckerberg. Tuttavia ha perso lo scontro diretto con Il discorso del re e delle 8 Nomination ne ha portate via solo 3: miglior montaggio, colonna sonora e sceneggiatura non originale.

  (ASI) Complesso e spettacolare. Delle otto Nominations se ne è aggiudicate quattro, pareggiando con Il discorso del re. Non ha preso quelle più importanti, ma ha fatto razzia dei premi tecnici: sonoro, effetto sonoro, effetti speciali, fotografia.

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