(ASI) La seconda edizione della rassegna dedicata al cinema italiano “Kill.it vol 2”, realizzata e promossa dal Cinema Zenith di Perugia e dal Cinema Concordia di Marsciano in collaborazione con la Rete degli Spettatori è stata inaugurata da un ospite d’eccezione, l’attore Luigi Lo Cascio alla sua prima opera da regista. Il film dal titolo La città ideale racconta una sorta di “thriller morale" come l’ha definito lo stesso regista. Il protagonista della storia è Michele Grassadonia, giovane architetto palermitano che si è trasferito a Siena, da lui ritenuta la città prototipica. Fervente ecologista, uomo sensibile e integralista al tempo stesso, sempre alla ricerca della pacificazione di ogni conflitto, è osteggiato dai suoi colleghi e vive in isolamento in una casa in cui fa a meno di energia elettrica, affidandosi a soluzioni alternative. In una notte di pioggia fittissima Michele tampona con la macchina qualcosa di indefinito e poco dopo scorge un corpo riverso per strada. Da quel momento la sua vita è sconvolta e, in una sorta di incubo dell’assurdo di sapore kafkiano, precipita in una vicenda legale che lo vede sempre più soccombere di fronte all’ineffabilità della giustizia.

Il regista, nel pieno di un tour de force che lo vede impegnato nella promozione del suo film in tutto il Paese, ha fatto tappa in ben due sale dell’Umbria, il cinema Zenith di Perugia e il cinema Concordia di Marsciano, al via della rassegna “Kill.it vol 2”.

Riportiamo di seguito l'intervista che, nella serata di sabato 20 aprile, Luigi Lo Cascio ha voluto rilasciare al Professor Andrea Fioravanti.

 

Con il Suo primo film da regista porta in scena un dramma dolente con un protagonista dei nostri giorni. Come è nato il film?

“E' nato circa due o tre anni fa in una notte di pioggia come la vicenda che coinvolge il protagonista della storia, Michele Grassadonia interpretato da me. Come dici giustamente si tratta di un dramma che ha anche delle velature di commedia, se per commedia intendiamo la strana storia che capita ad un uomo qualsiasi... un uomo che per certi aspetti presenta degli elementi di eroismo eccessivo e esagerato ma che, nello stesso tempo, è un uomo normale come potrebbe essere ognuno di noi.  In questo senso possiamo parlare di una commedia 'infernale'... un po' come la Divina Commedia.”

 

Nel Suo film hai diretto Suo zio Luigi Maria Burruano (già al Suo fianco ne I cento passi) e Sua madre Aida, che ha sorpreso tutti con la sua recitazione. Come mai questa scelta?

“In realtà ci sono anche i miei fratelli e il film è montato da mia moglie, questo perché per la mia prima prova da regista ho voluto accanto a me le persone care che mi potessero sostenere e aiutare. Per ciò che riguarda mia madre, sono rimasto sorpreso io stesso delle sue capacità attoriali, lei è una ex insegnante in pensione e davvero non credevo potesse interpretare questo ruolo della mamma del protagonista con questa disinvoltura.”

In questi giorni Lei è in giro per l’Italia a promuovere il Suo film in una sorta di tour de force.  Quali le reazioni del pubblico a questo Suo esordio sul lungo metraggio?

“Facendo un piccolo gioco di parole io lo chiamo il “tour-binio” perché è qualche cosa per me di molto vertiginoso. Sono stato spesso in giro a promuovere i film che facevo da attore ma chiaramente nella veste di regista e di attore è qualche cosa di più ampio e profondo e sono molto contento perché  da quando è apparso a Venezia alla settimana della critica il film ha raccolto molto interesse e posso dire anche entusiasmo. Il film non è uscito in molte copie, solo 20 , ma sono contento che di queste 20 che sono in Italia ben 2 siano in Umbria, a Marsciano e Perugia e che gli spettatori abbiano l’opportunità di vedere questo film, perché secondo me non è venuto male.”

Maria Vera Valastro – Agenzia Stampa Italia

 

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