cid 15e2d7ea77ba9c600214 copy(ASI) Houston, Stati Uniti- Almeno dieci morti, 12 secondo alcune fonti locali, e 30 mila persone senza un tetto. Da queste parti non è nulla di nuovo, eppure scienziati ed esperti non sono ancora in grado di quantificare la portata distruttiva di ogni uragano che colpisce le coste americane. Come in altre occasioni (Katrina), i cicloni lasciano una scia di vittime, sfollati e paura. In altre, azioni troppo preventive per fenomeni minori, come le evacuazioni di Barack Obama, provocarono inutili allarmismi seguiti da sorrisi e ironie.

Poco importa se Harvey viene chiamato "uragano" o "tempesta tropicale". Migliaia di persone gridano ancora aiuto dai tetti, manca l'elettricità in molte città ed è ignoto l'esatto conto dei dispersi. L'emergenza si sta spostando dal Texas in Louisiana, passando per la costa orientale statunitense, dal confine con il Messico attraverso la capitale Houston. È anche previsto un peggioramento delle condizioni meteorologiche nei prossimi due giorni. Fino a questo momento, oltre 76 centimetri di acqua per le strade e folate di vento fino a 200km all'ora. Il governatore del Texas ha già mobilitato 12mila uomini della guardia nazionale per aiutare i cittadini in difficoltà, ma ulteriori provvedimenti potrebbero essere presi da Donald Trump nelle prossime ore. Il presidente visiterà le zone colpite con Melania, da Houston a Corpus Christi, per rendersi meglio conto dei danni provocati e rispondere allo stato di emergenza. Ha già lodato lo sforzo dei soccorritori e lo spirito di reazione dei Texani, nonostante il "wow" in un tweet, impressionato dalle dimensioni di un fenomeno atmosferico che si verifica ogni 500 anni circa.

Il tema diverrà presto anche politico, un pretesto di scontro fra Trump e il Congresso. La ricostruzione potrebbe impedire il finanziamento del muro con il Messico, tema caro al presidente, ma i repubblicani hanno assicurato che non ci saranno conseguenze sul deficit, come annunciato dai democratici. In un momento di tensioni fra parlamento e governo ogni pretesto è buono per attaccare Trump, ma alla Casa Bianca sono tutti fiduciosi che, passato l'uragano, tutto quello di cui i cittadini avranno bisogno sarà fornito in tempi rapidi.

Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia