(ASI) Manchester - Sono 22 le vittime del terribile attentato che ha colpito Manchester nella notte di lunedì intorno alle ore 22:30. Oltre alle vittime per lo più ragazzi e bambini ci sono anche molti feriti circa 120 e molti di questi sono in gravi condizioni. L’attentatore è stato subito identificato dalla polizia, si tratta di Salman Abedi, 23enne britannico di origini libiche già noto alle autorità. È lui l'autore dell'attentato che ha seminato il panico e la morte dopo il concerto della popstar statunitense, Ariana Grande, idolo dei teenager, in una Manchester Arena colma di tanti giovani accompagnati dai genitori. Si tratta della più grande arena indoor d'Europa, con una capienza di oltre 21.000 posti.


Il capo della polizia di Manchester, Ian Hopkins, ha confermato che il pubblico era composto soprattutto da teenager e mentre stava lasciando l'Arena a seguito della fine del concerto, il giovane terrorista ha azionato l'ordigno (testimoni hanno riferito di un ordigno imbottito di chiodi) tra la folla che usciva con un bilancio confermato dalle autorità di 22 morti e 120 i feriti, tra questi molti sono bambini sotto i 16 anni in condizioni gravi, ci sono anche 12 dispersi. L’attentatore è morto durante l’esplosione, dalla polizia arriva la conferma che Salman Abedi abbia agito da solo, ed era in possesso di un ordigno improvvisato, che ha azionato da solo causando la terribile esplosione.
Salman Abedi è nato a Manchester nel 1994 ed è il terzo di quattro figli di una coppia di rifugiati libici fuggiti in Gran Bretagna durante il regime di Gheddafi. La madre, Samia Tabbal, 50 anni, e il padre, Ramadan Abedi, agente di sicurezza, sono nati in Libia e, una volta emigrati in Gran Bretagna, hanno vissuto prima a Londra, e poi a Fallowfield, a sud di Manchester, dove vivevano da almeno 10 anni. Salman inoltre risultava regolarmente iscritto alla Salford University.
Tra le tre persone sotto arresto, ci sarebbe anche il fratello di Salman Abedi. La polizia ha fermato un uomo a Whalley Range, e una seconda persona a Fallowfield, quartiere in cui risiede la famiglia Abedi.
Nel frattempo, la Gran Bretagna è sotto shock e su direttiva del governo è stato alzato il livello di allerta. La premier britannica Theresa May, non perde tempo attivandosi immediatamente nel fronteggiare l’emergenza: "Non possiamo ignorare la possibilità che ci sia un gruppo di individui responsabili dell'attacco di Manchester. Il livello di allerta sarà alzato da grave a critico, il che significa che altri attacchi possono essere imminenti". La premier britannica ha parlato alla nazione da Downing Street, prima di recarsi a Manchester per visitare i malati ricoverati negli ospedali: "Molti sono in condizioni disperate e stanno lottando tra la vita e la morte – dichiara May e aggiunge - È stato l'attacco più disgustoso e vigliacco, contro persone innocenti e giovani indifesi. Avremo giorni difficili davanti a noi. Ma a Manchester, assieme al peggio, l'umanità ha mostrato anche il suo meglio. I terroristi non vinceranno mai. I nostri valori prevarranno sempre. Il livello della minaccia terroristica nel Regno Unito rimane alto, equivale a dire che un altro attacco è molto probabile" queste le dichiarazioni della Premier, Theresa May.

L'Isis nelle ultime ore ha rivendicato l'attentato affermando, tramite l'agenzia Amaq, che “uno dei soldati del Califfato è riuscito a posizionare ordigni esplosivi in mezzo a un raggruppamento di crociati nella città britannica di Manchester. Per chi venera la Croce e i loro alleati il peggio deve ancora venire. Sia lode al Signore”.
Si tratta del peggiore attacco terroristico in Gran Bretagna, dopo il 7 luglio del 2005 quando a Londra, furono piazzate quattro bombe da Al Qaeda, sui mezzi del trasporto pubblico, che uccisero 56 persone e ne ferirono 700.
La popstar americana Ariana Grande, uscita illesa dall’attentato, ha manifestato tramite Twitter tutta la sua tristezza: "Distrutta. Dal profondo del mio cuore, sono così tanto dispiaciuta. Non ho parole".

Edoardo Desiderio – Agenzia Stampa Italia

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