(ASI) In questo momento, complice anche la crisi ucraina, si moltiplicano le pubblicazioni sulla Russia e su Putin. Tra le tante edite di recente una delle più accurate appare sicuramente quella scritta da Sergio Canciani, storico corrispondente moscovita del Tg1, intitolato “Putin e il neozarismo” per i tipi della Castelvecchi.

L’annessione della Crimea da parte del governo russo e tutta l’analisi che ne segue è però solo l’espediente usato dal giornalista per raccontare i suoi venti anni passati a Mosca, più o meno vicino alla corte di Zar Vladimir, l’uomo che ha risollevato le sorti russe dopo la presidenza Eltsin che ha portato il gigante dell’est europeo ad uno dei punti più bassi della sua storia. E proprio questo rende questo libro diverso dagli altri ovvero i tanti aneddoti raccontati in prima persona che svelano momenti poco noti della recente storia del gigante euroasiatico e dell’uomo che da circa 15 anni ne incarna la potenza e le umane debolezze.

“Quando perde l’Ucraina, la Russia perde la testa”, parole questa pronunciate quasi un secolo fa da Lenin sono lo spunto che il giornalista utilizza per mettere subito in chiaro l’importanza strategica e geopolitica di Kiev e dintorni, non solo da un punto di vista energetico come spesso troppo semplicisticamente viene scritto sui media nostrani.

È indubbio che dal 2000 ad oggi Putin stia lavorando, più o meno sottotraccia, per riportare il suo paese alla potenza passata secondo un percorso non sempre omogeneo ma comunque sempre ispirato alla voglia di rivalsa, ma soprattutto dalla necessità di non essere accerchiato militarmente dagli Usa e recitare un ruolo di primo piano nello scacchiere mondiale, non solo in Eurasia.

Il testo, particolarmente interessante, da un punto di vista storico-culturale, offre una interessante panoramica anche per quanto attiene le ricchezze energetiche del paese e quelle, particolarmente ambite del polo nord, sui quali molti stati rivendicano la proprietà ma con la Russia che non è minimante intenzionata ad arretrare di un passo. Pregevole anche la parte legata all’Ucraina ed alla sua analisi con l’autore che riesce bene a descrivere la storia recente di questa terra e le vicissitudini che l’hanno condizionata negli ultimi dieci anni e che non potevano non avere ripercussioni sull’attualità.

Volume agile e ben scritto appare indispensabile per tutti gli interessati alla crisi legata all’Ucraina senza preconcetti o pregiudizi ideologici.

Fabrizio Di Ernesto – Agenzia Stampa Italia

S. Canciani “Putin e il neozarismo – dal crollo dell’Urss alla conquista della Crimea”, Castelvecchi, pagg. 194 17,50 euro.

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